Il PrimaFestival 2026 parte con il trio delle "Angels" e un debutto da record d'ascolti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il countdown per la settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo è ufficialmente iniziato e, come da copione consolidato, a scaldare i motori ci pensa il PrimaFestival. La striscia quotidiana, che da sabato 21 febbraio e fino alla finale del 28 va in onda su Rai Uno subito dopo l’edizione delle venti del Tg1, ha aperto le danze con una novità sostanziale nel suo impianto conduttivo. Il programma, nato per orientare il pubblico tra i trenta Big in gara e per catturare i retroscena che animano la città dei fiori, ha affidato la sua "porta d'ingresso" a un trio interamente femminile, composto da Ema Stokholma, Carolina Rey e Manola Moslehi, immediatamente ribattezzate dal direttore artistico Carlo Conti come le nuove "Charlie's Angels" della televisione italiana.
Un esordio trionfale che riecheggia i fasti della stagione
L’esordio del PrimaFestival, andato in onda sabato sera, ha registrato un riscontro di pubblico notevole, piazzandosi come uno dei debutti più brillanti dell’intera stagione televisiva. Le tre conduttrici, ciascuna con un background professionale solido e radicato nel mondo della musica, hanno dimostrato una chimica immediata, fatta di complicità e di uno stile fresco che ha conquistato i telespettatori. La scelta di Conti, svelata nelle scorse settimane durante la conferenza stampa di "Sarà Sanremo", si è rivelata vincente: non si è trattato di un semplice espediente di marketing, ma della volontà di dare al pre-show un’identità precisa, mescolando informazione e intrattenimento con un tono pop ma al contempo autorevole.
Tre professioniste con un filo diretto con le sette note
A rendere particolare questa edizione è la profonda competenza musicale delle protagoniste. Ema Stokholma, dj di fama e voce di Radio 2, ha già alle spalle esperienze significative con la kermesse, avendo condotto in passato il PrimaFestival e commentato l’Eurovision, portando in dote uno sguardo internazionale e una conoscenza capillare dei generi contemporanei. Carolina Rey, reduce da "Unomattina Estate" e con un passato da attrice e cantante (si ricordano le sue partecipazioni al coro delle voci bianche dell’Accademia di Santa Cecilia e al musical "Romeo e Giulietta"), aggiunge al trio una verve ironica e una lunga gavetta nei programmi per ragazzi e nell’inchiesta televisiva. Completano il quadro Manola Moslehi, speaker di Radio Italia e volo noto del "Tim Summer Hits", la cui carriera è partita dai banchi di "Amici" di Maria De Filippi per poi approdare a ruoli di giudice nelle commissioni di Sanremo Giovani. È proprio questa loro duplice natura, di conduttrici e addette ai lavori, a garantire al programma uno spessore diverso: non semplice contorno, ma approfondimento calibrato.
La dinamica del "riscaldamento" e l'attesa per i big
La formula del PrimaFestival 2026, che vede le tre conduttrici muoversi tra la glass box esterna all’Ariston e i collegamenti con il red carpet, mira a costruire l’attesa in modo quasi cinematografico. La sensazione, per chi segue da casa, è quella di entrare nel vivo della manifestazione molto prima che il sipario si alzi sulla prima serata. Se da un lato il format offre aggiornamenti in tempo reale e curiosità sui trenta artisti in gara, dall’altro getta uno sguardo anche sugli eventi collaterali che animano la Riviera. La scelta di affidare a tre donne la conduzione, in un contesto che storicamente ha sempre privilegiato la figura maschile affiancata da vallette o spalle femminili, segna una piccola rivoluzione copernicana per il pre-show, trasformandolo in un contenitore nel quale la competenza non è più accessorio, ma sostanza. Con il direttore artistico Carlo Conti a fare da regista silente, il timone è saldamente nelle loro mani, in attesa che da lunedì 24 febbraio salgano sul palco i big per la gara vera e propria.




