Milano consegna le chiavi del Villaggio Olimpico: il cantiere diventa realtà

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il giorno della consegna, atteso e fondamentale, segna il passaggio di consegne da una fase di intensi lavori a quella operativa, che vedrà protagonisti gli atleti di tutto il mondo. In quel vasto complesso di 105.000 metri quadrati nel quartiere Scalo Romana, dove fino a poco tempo fa si alzavano gru e risuonavano martelli, il silenzio delle strutture ormai ultimate lascia spazio all’immaginazione di ciò che diventerà. Le chiavi sono state materialmente consegnate al Comitato Olimpico Internazionale e alla Fondazione Milano Cortina, ai quali spetta ora l’onere di personalizzare gli spazi con i simboli che trasformeranno quegli edifici nella casa dei Giochi.

Un villaggio per atleti con un futuro sostenibile

Un’area progettata per accogliere, durante le Olimpiadi Invernali del febbraio 2026, circa millesettecento atleti con i loro staff, per poi vivere una seconda vita, altrettanto intensa, durante il successivo appuntamento paralimpico di marzo. L’atmosfera che si respira tra quei muri, ancora privi di arredi ma già carichi di significato, è quella di un luogo pensato per durare ben oltre le settimane di gara.

Da villaggio olimpico a polo universitario

I corridoi e gli spazi comuni, che presto saranno animati dalle voci e dai passi dei campioni, sono destinati a essere arricchiti da scritte e immagini motivazionali, un vero e proprio percorso di ispirazione che accompagnerà prima le performance sportive e, in seguito, la vita quotidiana degli studenti che un giorno abiteranno questi stessi spazi. La trasformazione da villaggio olimpico a polo residenziale e universitario rappresenta, del resto, uno degli aspetti più innovativi dell’intero progetto, concepito per non disperdere energie e risorse in un’epoca che richiede sostenibilità.

L’intervento di Manfredi Catella e il valore del lavoro di squadra

In questo contesto, significativa è stata la prima apparizione pubblica di Manfredi Catella, amministratore delegato di Coima, che ha preso la parola durante la presentazione ufficiale dell’opera. “Bisogna fare e fare bene e consentitemi l’orgoglio di dire che abbiamo fatto bene”, ha dichiarato, concentrandosi esclusivamente sul risultato raggiunto e sul valore del lavoro di squadra. “Quello che forse manca in questo momento storico è unire le forze”, ha aggiunto, senza fare alcun riferimento a questioni personali o giudiziarie che lo hanno recentemente coinvolto.

Un nuovo polo vitale per Milano

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