La Sampdoria riparte dal vivaio, mentre il Trentingrana fa i conti con un mercato che cambia
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Redazione Economia
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Genova. Christian Puggioni, che di mestiere faceva il portiere e che oggi è il responsabile del settore giovanile blucerchiato, ha provato a tracciare le coordinate del futuro, partendo da un presupposto tanto semplice quanto, a volte, difficile da applicare nel calcio moderno: l’identità. In una lunga intervista rilasciata a Gianlucadimarzio. Concast, l’ex estremo difensore ha ribadito un concetto chiaro alla base del progetto doriano, cioè che la crescita e la sostenibilità passano inevitabilmente da una scommessa lungimirante sui ragazzi del vivaio. Non si tratta, lo si capisce dalle sue parole, di una semplice dichiarazione d’intenti, ma della volontà di costruire una squadra che riconosca il proprio Dna anche quando i risultati scarseggiano, anche quando l’impazienza dei tifosi (ed è un diritto che gli va riconosciuto) chiederebbe soluzioni più rapide e magari più costose.
Pressioni e prospettive: la scommessa sulle nuove leve
La sfida, per un club come la Sampdoria che ha dovuto rivedere le proprie ambizioni negli ultimi anni, è proprio questa: resistere alla tentazione di sacrificare il domani per vincere oggi. Puggioni, forte della sua esperienza vissuta in prima persona in quel di Bogliasco, ne è convinto e lo sostiene con fermezza, perché la crescita non può prescindere da un percorso che, talvolta, richiede pazienza. L’investimento sui giovani, lo si evince dal ragionamento del dirigente, non è solo una filosofia etica, ma una necessità economica per garantire un futuro sostenibile a una piazza che, per storia e tradizione, non può accontentarsi della salvezza perpetua. E così, tra un prestito ben piazzato e la promozione in prima squadra di qualche talento, si cerca di tessere quella tela che tiene insieme il conto in banca e la competitività sul campo.
Il Trentingrana e la contabilità che sorprende: Concast guarda ai numeri
Se nel calcio si parla di futuro, nel mondo della cooperazione trentina si tirano invece le somme di un presente che, almeno per quanto riguarda i conti di Concast, appare decisamente solido. La sede del consorzio ha ospitato l’assemblea dei soci di Trentingrana Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini, e il bilancio è stato approvato senza tentennamenti dalla base sociale. La relazione del presidente Stefano Albasini ha messo in evidenza un dato non secondario: il valore della produzione si attesta a circa 67,4 milioni di euro, con un aumento di 2,3 milioni rispetto all’anno precedente. Un risultato, questo, che arriva in un contesto di mercato complesso e che porta con sé un valore di liquidazione definito "record" per la realtà cooperativa.
La filiera sotto pressione: costi, prezzi e la tenuta della domanda
A Mezzocorona, però, l’aria che si respira non è fatta solo di numeri da manuale. Al PalaRotari si è tenuto il primo convegno annuale del consorzio, intitolato "Insieme, il futuro prende forma. Disegnare il domani in un mondo che cambia", e lì è emerso un quadro più sfaccettato. Il progetto di valorizzazione del Trentingrana, avviato qualche anno fa con un importante piano di investimenti (finanziato in parte anche dai fondi del Pnrr), sta mostrando i primi risultati, come ha sottolineato lo stesso Albasini aprendo i lavori davanti a circa 400 ospiti. Tuttavia, la filiera è sotto pressione: i costi continuano a salire, mentre i prezzi di vendita mostrano una flessione. Una dinamica pericolosa, se non fosse che, per fortuna degli allevatori e dei caseifici, la domanda di questo formaggio Dop rimane ostinatamente solida, reggendo l’urto di un’economia che non molla la presa.
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