Tragedia nel cantiere olimpico di Cortina, vigilante muore durante il turno notturno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un nuovo incidente mortale sul lavoro, il terzo dall'inizio dell'anno secondo quanto denunciato dai sindacati, ha spezzato la vita di Pietro Zantonini, 55 anni, vigilante originario di Brindisi. L'uomo, impegnato in un servizio di sorveglianza all'esterno del Palaghiaccio di Cortina d'Ampezzo, cantiere legato alle prossime Olimpiadi invernali, ha perso la vita nella notte tra il 7 e l'8 gennaio, mentre le temperature toccavano i sedici gradi sotto zero. Prima di uscire per un giro di ricognizione ordinaria, Zantonini aveva accusato un malore, lanciando l'allarme ai colleghi; il suo decesso, le cui cause precise sono ancora oggetto di accertamento da parte delle autorità, ha immediatamente aperto un delicato fronte giudiziario e sollevato interrogativi stringenti sulle condizioni di sicurezza.

Le preoccupazioni del lavoratore e la reazione politica

Secondo quanto ricostruito dai familiari, il vigilante avrebbe espresso più volte, nei giorni precedenti la tragedia, serie apprensioni riguardo alle modalità del proprio impiego. I turni notturni, particolarmente prolungati, e l'esposizione a rigide condizioni climatiche, apparentemente senza adeguati presidi contro il freddo, costituivano fonte di evidente disagio. Su queste circostanze ha posto l'accento l'eurodeputata Cristina Guarda, eletta con i Verdi-AVS, la quale ha espresso "rammarico" per la tempestività con cui la società Simico, incaricata di coordinare e gestire le opere olimpiche, ha precisato che il cantiere non rientrava nella sua diretta competenza. "La solidarietà", ha affermato Guarda, "dovrebbe arrivare prima di qualsiasi tentativo di scaricare le responsabilità".

L'appello per una vigilanza attiva della filiera

L'intervento dell'europarlamentare va oltre il commento sull'episodio specifico, toccando un nervo scoperto del mercato del lavoro italiano, soprattutto in contesti di appalto e subappalto per grandi eventi. Guarda ha sottolineato come ci si aspetti che un committente pubblico, o una società da esso delegata, eserciti un "ruolo attivo di vigilanza e accompagnamento" lungo tutta la catena delle imprese coinvolte. L'obiettivo, spesso disatteso, è garantire che anche le cooperative e le aziende terze assicurino la massima tutela a lavoratrici e lavoratori, molti dei quali operano in condizioni di sostanziale precarietà e maggiore esposizione al rischio.

L'attesa delle indagini e il quadro complessivo

In attesa che le indagini dei magistrati e degli organi di controllo chiariscano le dinamiche esatte della morte e le eventuali responsabilità, la posizione sindacale, espressa da rappresentanti della Uil Veneto, è di cauta attesa. "Attendiamo le indagini" ha dichiarato Toigo, pur nel contesto di un bilancio che, solo in Veneto, conta già tre decessi sul lavoro nelle prime settimane dell'anno. Il caso di Zantonini, per la sua collocazione in un'opera simbolo e fortemente pubblicizzata come quelle olimpiche, assume un valore paradigmatico, sollevando questioni ineludibili sulla reale permeabilità dei principi di sicurezza, spesso enunciati, attraverso i complessi meccanismi della subappaltazione e del lavoro precario.

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