Allianz Global Wealth Report 2026: patrimonio a 268.400 miliardi, l'Italia cresce del 7,4%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il patrimonio finanziario delle famiglie di tutto il mondo ha toccato nel 2025 il livello più alto mai registrato: 268.400 miliardi di euro, in aumento dell'8,6% rispetto all'anno precedente. È il dato principale che emerge dalla 17esima edizione del "Global Wealth Report" di Allianz, presentato a Monaco di Baviera, che analizza la situazione patrimoniale e debitoria delle famiglie in quasi 60 Paesi.

A trainare la crescita sono i mercati, non il risparmio

A generare circa quattro euro su cinque della nuova ricchezza sono stati gli aumenti di valore degli asset finanziari, mentre i nuovi risparmi sono calati del 5,4% attestandosi a 4.100 miliardi di euro. Il commento di Ludovic Subran, chief economist e chief investment officer di Allianz, mette in guardia da letture troppo ottimistiche: «Dal 2019 gli asset finanziari nominali sono aumentati del 50%, ma in termini reali, al netto dell'inflazione, sono cresciuti soltanto del 23%».

Il divario territoriale è marcato: in Europa occidentale la crescita reale dal 2019 si ferma allo 0,5%, contro il 21% del Nord America e il 70% della Cina.

La composizione dei portafogli determina chi vince

Nel 2025 i titoli finanziari sono aumentati del 12,4%, più del doppio rispetto ai depositi bancari (5,7%) e alle assicurazioni e pensioni (5,0%). La loro quota sul patrimonio finanziario globale ha così raggiunto il livello record del 46,9%. Le famiglie nordamericane, che investono il 60,7% del portafoglio in titoli, hanno beneficiato in modo particolare di questa dinamica: la regione ha generato il 51,4% dell'incremento globale del patrimonio finanziario.

Nell'ultimo decennio, secondo il rapporto, gli aumenti di valore hanno rappresentato il 71% della crescita del patrimonio in Nord America, contro appena il 36% nell'Europa occidentale.

L'Italia accelera e supera la media dell'Europa occidentale

Il patrimonio finanziario lordo delle famiglie italiane è cresciuto del 7,4% nel 2025, raggiungendo i 6.500 miliardi di euro, in accelerazione rispetto al 4,8% del 2024. Si tratta di un ritmo superiore alla media dell'Europa occidentale (4,5%), anche se inferiore al dato globale. Anche in Italia il motore sono stati i titoli, aumentati del 12,1%, contro il 4,1% di assicurazioni e pensioni e l'1,5% dei depositi bancari.

La quota dei titoli nei portafogli delle famiglie è salita dal 51,7% al 54%, il livello più alto dell'Europa occidentale, dove la media si ferma al 36,8%; specularmente, la componente dei depositi è scesa dal 26,1% al 24,7%.

Il risparmio delle famiglie italiane si sposta verso i mercati

I nuovi risparmi degli italiani hanno raggiunto i 67,4 miliardi di euro, con una crescita del 39,3%. Di questi, il 60,2% è stato assorbito dai titoli, il 27,9% dai depositi bancari e il 16,3% da assicurazioni e pensioni. All'interno della componente mobiliare, le famiglie hanno investito 30,6 miliardi in quote di fondi comuni e 24,5 miliardi in altri titoli, mentre hanno venduto azioni detenute direttamente per un valore netto di 14,6 miliardi.

Al netto dell'inflazione, il patrimonio finanziario italiano è cresciuto del 5,7% nel 2025 e del 14,3% in cumulato dal 2019, un dato che contrasta nettamente con lo 0,5% registrato nell'Europa occidentale nello stesso arco di tempo.

Passività contenute e posizione in classifica

Sul fronte delle passività, i debiti delle famiglie italiane sono aumentati del 2,2%, arrivando a circa 1.100 miliardi di euro, un ritmo molto più lento rispetto alle attività. Il patrimonio finanziario netto è così salito dell'8,5%, a 5.400 miliardi, mentre il rapporto tra passività e attività è sceso dal 17,2% al 16,4%. Il patrimonio finanziario netto pro capite si attesta a 91.730 euro, valore che colloca l'Italia al 13° posto tra i Paesi analizzati, la stessa posizione del 2024 e a soli 50 euro dalla Germania.

L'intelligenza artificiale come fattore decisivo per il futuro

Guardando al 2026, Allianz stima che le attività finanziarie globali possano crescere di un solido 9%, ma lo scenario di medio termine si presenta più complesso, con il rallentamento della crescita, l'inflazione persistente, la frammentazione e l'elevato debito pubblico che gravano sui rendimenti. In questo quadro, l'intelligenza artificiale rappresenta il fattore decisivo: da un lato una maggiore produttività e utili più elevati potrebbero sostenere i rendimenti delle attività finanziarie, dall'altro la crescente dipendenza dai mercati trainati dall'AI genera vulnerabilità.

Con l'S&P 500 in rialzo di circa il 95% dalla fine del 2022, gran parte del recente incremento della ricchezza poggia su valutazioni elevate e sulle aspettative legate all'intelligenza artificiale: secondo le stime del rapporto, una correzione del 25% dell'indice farebbe svanire in un anno circa 27 mila miliardi di dollari di ricchezza delle famiglie statunitensi, pari a quasi il 14% del patrimonio netto complessivo.

Katharina Utermöhl, head of thematic & policy research di Allianz Research, sintetizza la questione centrale: «L'AI potrebbe diventare il prossimo grande motore di ricchezza, ma la questione fondamentale è chi riuscirà a parteciparvi».

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