La fine del «Mencho» infiamma il Messico tra fuoco e blocchi, il calcio si ferma e la Chiesa chiede preghiere

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’uccisione di Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, il noto leader del Cartello di Jalisco Nueva Generación, ha gettato il Messico in una domenica di fuoco e tensione, con violente reazioni che si sono propagate come un’eco in almeno venti Stati del Paese. Il boss, meglio conosciuto con il soprannome di «El Mencho» e considerato uno dei narcotrafficanti più potenti e ricercati a livello globale, è stato eliminato nel corso di un’operazione militare avvenuta a Tapalpa, nello Stato di Jalisco, mentre veniva trasportato dalle forze di sicurezza verso la capitale. La dinamica, stando a quanto ricostruito, vedrebbe Oseguera Cervantes tra i feriti gravi in un conflitto a fuoco, deceduto poi durante il trasferimento aereo a Città del Messico, un epilogo che ha immediatamente innescato la reazione dei suoi «soldati» -5-9.

Le colonne di fumo che si sono levate sopra località turistiche come Puerto Vallarta e Guadalajara sono il segno più evidente della rappresaglia in atto: autoveicoli incendiati e blocchi stradali, i cosiddetti narcobloqueos, sono stati utilizzati per paralizzare le vie di comunicazione e ostacolare l’operato delle forze dell’ordine, creando al contempo il terrore tra la popolazione -1-3. La violenza non ha risparmiato le infrastrutture critiche, con attacchi segnalati anche all’aeroporto di Guadalajara che hanno portato alla temporanea chiusura dello spazio aereo e alla cancellazione di numerosi voli da parte di compagnie statunitensi e canadesi, preoccupate per l’escalation -1-5. Il bilancio provvisorio delle autorità parla di almeno ventisei vittime, tra le quali, in modo agghiacciante, si conta anche una donna incinta al terzo mese di gravidanza e diciassette agenti delle forze dell’ordine, a testimonianza della ferocia con cui il cartello ha risposto al colpo subito -1-5.

L’onda d’urto dell’operazione ha travolto anche il mondo dello sport, costringendo la Federación Mexicana de Fútbol a rinviare quattro partite della Liga MX e del campionato femminile in programma domenica, inclusi match di alto profilo come Querétaro–Juarez e il Clásico Nacional femminile tra Chivas e América, per motivi di sicurezza legati all’instabilità in corso -3. La scelta, presa per tutelare l’incolumità di giocatori e tifosi, getta un’ombra preoccupante anche sugli eventi futuri, considerando che Guadalajara è una delle città che ospiteranno i mondiali di calcio del 2026, un dettaglio che rende la situazione particolarmente delicata per le autorità e per i piani di sicurezza in vista dell’appuntamento internazionale -3-7.

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