Ryanair, O'Leary avverte: tariffe aeree fino al 20% in più nel 2027 per il caro carburante
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Redazione Economia
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Le tariffe aeree in Europa si preparano a quello che il numero uno di Ryanair descrive come l'incremento più violento mai registrato nel continente. Michael O'Leary, amministratore delegato del gruppo low cost, ha indicato un possibile rincaro dei biglietti fino al 20% nel corso del prossimo anno, collegando la previsione al costo del carburante per aviazione e alle sue ripercussioni sui bilanci delle compagnie. La dichiarazione è arrivata martedì 20 ottobre nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, dove il manager ha illustrato la propria lettura del mercato europeo dei voli.
La copertura finanziaria ridotta e il nodo del jet fuel
Alla base della stima c'è la posizione di Ryanair rispetto alle fluttuazioni del prezzo del petrolio. O'Leary ha spiegato che il vettore ha protetto i costi del carburante per la parte finale del 2026 e l'inizio del 2027, ma che da aprile in poi la copertura si ridurrà drasticamente: solo il 15% del fabbisogno del prossimo anno risulta fissato a 85 dollari al barile, mentre la parte restante resta esposta alle quotazioni di mercato.
Il manager ha quantificato nell'85% la quota non coperta, precisando che molte altre compagnie europee si trovano in una condizione analoga e che questa esposizione comune riduce la capacità del settore di assorbire gli shock sui prezzi energetici.
La pressione sui margini e il paradosso dei supplementi
La previsione di O'Leary non si limita all'effetto sui passeggeri. Il manager ha sostenuto che anche un aumento dei biglietti nell'ordine del 20% non sarà sufficiente a compensare l'incremento della spesa per il carburante, con la conseguenza di comprimere i margini operativi delle compagnie. In altre parole, i supplementi carburante e gli adeguamenti tariffari non colmerebbero il divario creato dal rialzo del jet fuel.
A pesare, secondo quanto riferito durante l'incontro con la stampa, è la combinazione tra costi energetici più alti e una struttura di coperture finanziarie che nel 2027 risulterà molto meno protettiva rispetto all'anno in corso, quando Ryanair aveva bloccato il prezzo di gran parte del fabbisogno a livelli sensibilmente inferiori alle quotazioni correnti.
Il quadro fiscale belga e la riduzione dell'offerta
Sul piano operativo, la conferenza stampa è servita anche a annunciare una contrazione dei collegamenti. Ryanair ha deciso di eliminare venti rotte e oltre un milione di posti dal programma invernale in Belgio, una misura motivata dall'aumento della tassa sull'aviazione deciso dalle autorità federali, che passerà da 2 a 7 euro a partire da gennaio. La riduzione dell'offerta si inserisce in un contesto nel quale O'Leary prevede meno capacità disponibile sul mercato europeo, anche per effetto di fallimenti e operazioni di consolidamento tra vettori.
Meno posti in vendita, insieme a costi del carburante più elevati, costituisce un ulteriore elemento di pressione al rialzo sulle tariffe.
Le reazioni del mercato e il confronto con i livelli storici
Le dichiarazioni hanno avuto un impatto immediato sui titoli del gruppo. Nella seduta citata dalle agenzie, Ryanair ha registrato una flessione fino al 2,1%, portando il calo da inizio anno a circa il 25% e avvicinando il 2026 a quello che potrebbe configurarsi come l'anno peggiore per l'azione dal 2018. Il quadro delineato a Bruxelles si discosta dalle condizioni che avevano caratterizzato la prima parte del 2026, quando il vettore aveva potuto contare su coperture stipulate a 67 dollari al barile per la maggior parte del fabbisogno fino a marzo 2027.
Il passaggio a una copertura marginale, fissata a 85 dollari per una quota ridotta dei consumi, segna per il management un cambio di fase nella gestione del rischio energetico.
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