Jet russi nei cieli estoni, Mosca nega e Trump avverte

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Tensioni internazionali si riaccendono dopo che tre caccia russi MiG-31 hanno violato lo spazio aereo dell’Estonia, membro Nato, per circa dodici minuti venerdì 19 settembre. L’episodio, che il Cremlino ha prontamente smentito definendolo una ricostruzione inaccurata, ha innescato la procedura di emergenza che ha portato al decollo degli F-35 italiani di stanza nella base di Ämari, prontamente intervenuti per identificare gli aeromobili e respingerli, scongiurando così il rischio di un’escalation immediata.

Il ministero della Difesa russo, citato dall’agenzia Tass, ha precisato che i velivoli stavano effettuando un volo programmato dalla Carelia all’exclave di Kaliningrad, sorvolando esclusivamente acque neutrali del Mar Baltico e mantenendosi a non meno di tre chilometri dall’isola estone di Vaindloo. Una versione dei fatti che si scontra platealmente con il resoconto fornito dalle autorità di Tallinn, le quali hanno denunciato l’incursione e richiesto l’attivazione dell’articolo 4 del Patto Atlantico, che prevede consultazioni urgenti tra gli alleati in presenza di una minaccia alla sicurezza territoriale.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito l’accaduto «un grosso problema», in un clima già reso incandescente dalle recenti operazioni militari. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, dal canto suo, ha parlato di un «brutto segnale» che si inserisce in una sequenza di provocazioni aeronautiche, incluso un analogo episodio verificatosi giorni fa nei pressi del spazio aereo polacco

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