L’auto, un lusso da 4.500 euro l’anno: spese e rincari strangolano gli italiani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il rombo del motore, per milioni di italiani, resta la colonna sonora degli spostamenti quotidiani; eppure, quella che un tempo era considerata una necessità accessibile si sta trasformando rapidamente in un privilegio dal costo sempre più proibitivo. A dirlo non è una sensazione, ma una serie di pubblicazioni di settore incrociate tra loro, le quali fotografano un paradosso clamoroso: da un lato cresce l’uso dell’automobile, dall’altro crolla la sua accessibilità economica. Secondo gli ultimi dati raccolti dall’indagine Aniasa e Bain & Company, oggi circa otto italiani su dieci utilizzano regolarmente la vettura per gli spostamenti di routine, una quota in forte ascesa rispetto agli anni precedenti; ma è il rovescio della medaglia a colpire: mantenerla, si badi bene, assomiglia sempre più a un salasso annuale.

Quattromila euro di sola gestione: il conto che sale

Considerando esclusivamente le voci di spesa principali – bollo auto, assicurazione, carburante, manutenzione ordinaria e usura dei componenti – le famiglie italiane arrivano a sborsare fino a 4.486 euro all’anno. Lo rivela un’analisi condotta dal portale di comparazione Facile.it in collaborazione con Pratiche Auto Online, la quale ha preso in esame tre profili tipo di automobilisti distribuendoli su tre città campione: Milano, Roma e Napoli. E i risultati, seppur diversi per cifre, raccontano tutti la stessa storia. Una famiglia con figli minori di 25 anni, proprietaria di una station wagon diesel, spende mediamente 3.556 euro l’anno; una coppia senza figli, over 40, con un’auto di medie dimensioni a benzina, si ferma a 2.441 euro; mentre un giovane neopatentato under 21 – con classe di merito 14, penalizzato agli inizi – che guida una citycar a benzina mild hybrid, deve mettere in conto 3.226 euro. Tre scenari, lo si nota, molto distanti tra loro, ma accomunati da una curva di spesa inesorabilmente ascendente.

Il paradosso dei numeri: costi in salita anche oltre l’inflazione

Non lievitano soltanto i prezzi dei listini, perché la morsa si stringe anche sul capitolo della gestione ordinaria. A confermarlo è il rapporto Facile.it, dal quale emerge che sommando bollo, assicurazione e carburante – senza dimenticare interventi minimi come il cambio gomme o le revisioni obbligatorie – la spesa annua tocca punte di 4.486 euro. E non è un caso isolato. L’Annuario Statistico dell’ACI, nell’edizione del 2025, ha calcolato che ogni vettura circolante in Italia comporta un costo medio di mantenimento pari a 4.115 euro all’anno: una cifra, questa, cresciuta di quasi 100 euro rispetto al 2023, segno che l’aumento non è una fiammata ma una tendenza strutturale. Ancora più eloquente il dato relativo al prezzo d’acquisto. A febbraio 2026, il valore medio di un’auto nuova venduta nel Paese ha raggiunto 36.421 euro, segnando un incremento dell’1,9% su base annua; un balzo, va sottolineato, superiore al tasso di inflazione registrato nell’intero 2025, che si era fermato all’1,5%.

Milano, Roma, Napoli: tre città, una stessa strette

L’indagine di Facile.it, incrociando i profili degli automobilisti con le peculiarità dei tre centri urbani, evidenzia differenze talvolta marcate legate soprattutto ai costi assicurativi e ai parcheggi. A Milano, ad esempio, la famiglia con la station wagon diesel supera agevolmente i 3.700 euro annui, trainata da una copertura Rc Auto più cara e da un pedaggio autostradale frequente per chi usa la tangenziale. Napoli, d’altro canto, presenta il picco più alto per il neopatentato under 21: la citycar mild hybrid arriva a costare oltre 3.400 euro l’anno, principalmente a causa di una tariffa assicurativa da record per la fascia più giovane. Roma si posiziona a metà del guado, con la coppia over 40 che spende circa 2.500 euro, ma con un’incidenza del carburante superiore alla media nazionale per via del traffico congestionato e dei lunghi tragitti interni. Tre realtà molto diverse, dunque, ma unite da un denominatore comune: il possesso dell’auto grava sul bilancio familiare con una forza che, dieci anni fa, sarebbe apparsa improponibile.

Il sorpasso dei listini: +50% in un decennio

A completare il quadro c’è il dato forse più impressionante, quello sull’acquisto. Il prezzo medio di un’automobile nuova, nell’arco degli ultimi dieci anni, è salito del 50%. Una progressione che ha allontanato molte fasce della popolazione dal mercato del nuovo, spingendole verso l’usato o verso forme di mobilità condivisa, laddove disponibili. Nel frattempo, chi l’auto la possiede già si trova a fare i conti con un conto corrente che sanguina: bollo, assicurazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, pneumatici, e senza dimenticare il carburante, la cui volatilità dei prezzi continua a tenere banco. L’Annuario Statistico ACI 2025, nel dettaglio, ribadisce che i 4.115 euro medi di mantenimento rappresentano una voce di bilancio ormai strutturale per oltre trenta milioni di veicoli circolanti. Di questi, una percentuale crescente viene utilizzata quotidianamente: gli otto italiani su dieci che l’indagine Aniasa e Bain & Company definiscono “utilizzatori regolari”. Un esercito di automobilisti, insomma, che paga un prezzo sempre più salato per un diritto che, fino a pochi anni fa, sembrava scontato.

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