Addio ad Angelo Longoni, regista e scrittore: si spegne a 68 anni per un tumore raro
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Angelo Longoni, regista, scrittore e giornalista, è morto a Roma il 19 maggio all’età di 68 anni, stroncato da un tumore raro. La notizia, comunicata dalla moglie, l’attrice Eleonora Ivone, all’Ansa, ha suscitato un’ondata di commozione nel mondo dello spettacolo, che lo ricordava non solo per i suoi lavori cinematografici e televisivi, ma anche per la profondità delle sue opere letterarie e teatrali.
Autore di pellicole come Uomini senza donne (1996) e Naja (1997), Longoni aveva dimostrato una rara capacità di scavare nelle complessità dell’animo umano, portando sullo schermo storie che, pur radicate nella realtà, sfioravano spesso il mito. La sua passione per le biografie di artisti tormentati – da Caravaggio, protagonista di una fiction del 2008, a Modigliani – lo aveva reso un narratore unico, capace di coniugare rigore storico e sensibilità introspettiva.
Non meno significativa la sua produzione televisiva, che include titoli come Un amore di strega (2009), e quella teatrale, con decine di spettacoli che ne hanno consolidato la reputazione di intellettuale poliedrico. Eppure, a emergere dalle parole di chi lo ha conosciuto è soprattutto l’immagine di un uomo riservato, lontano dai riflettori, la cui cifra artistica risiedeva nella capacità di osservare il mondo con uno sguardo insieme critico e compassionevole.
Proprio nel suo ultimo romanzo, Longoni aveva scritto: «Non è sempre la gravità di una malattia a uccidere, ma il destino». Una riflessione che, alla luce della sua scomparsa, assume un significato particolarmente amaro. Eleonora Ivone, sua compagna di vita e di lavoro, ne ha condiviso il percorso artistico per anni, legando il proprio nome al suo non solo sul piano affettivo ma anche professionale. Attrice, regista ed ex modella, Ivone è stata una presenza costante nella sua carriera, accompagnandolo fino all’ultimo.




