Magistrati contro il governo Meloni, "Non tolleriamo più attacchi, Csm ci difenda"
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Redazione Interno
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La tensione tra magistratura e governo, in Italia, ha raggiunto un nuovo apice. L'Associazione nazionale magistrati (Anm), attraverso un documento approvato dal Consiglio direttivo centrale, ha espresso una grave preoccupazione per l'impatto della reintroduzione del reclamo in Corte di appello contro i provvedimenti dei tribunali sui richiedenti asilo e per l'emendamento al decreto flussi che attribuisce la competenza sulla convalida dei trattenimenti alle Corti di appello. Secondo l'Anm, tali misure rappresentano un attacco alla giurisdizione, strumentale a screditare la magistratura e a preparare il terreno per riforme che tendono ad assoggettare alla politica il controllo di legalità.
Il documento, intitolato "Il linguaggio della democrazia", è stato approvato all'unanimità dal Comitato direttivo centrale dell'Anm. In esso, si contesta al governo di portare avanti un attacco alla giurisdizione, finalizzato a screditare la magistratura e a preparare il terreno per riforme che mirano a sottoporre i pubblici ministeri alle direttive dell'esecutivo. La separazione delle carriere, infatti, è vista dai critici come un tentativo di assoggettare i pm alle direttive politiche.
La Lega, dal canto suo, ha risposto alle accuse dell'Anm affermando che "per screditare la magistratura basta la magistratura stessa". Il partito ha inoltre invitato i magistrati a lavorare di più e a partecipare meno a convegni. La tensione tra magistratura e governo è aumentata nelle ultime settimane, in seguito alle decisioni che hanno bloccato i trattenimenti dei migranti in Albania. L'Anm ha chiesto al Consiglio superiore della magistratura (Csm) di intervenire in difesa dell'indipendenza e dell'autonomia della magistratura, dopo gli attacchi e il linciaggio mediatico subito ad opera della destra e del governo Meloni.
Il Consiglio direttivo centrale dell'Anm ha approvato una delibera che invita ogni attore politico al rispetto del principio costituzionale della separazione dei poteri e dell'autonomia e indipendenza dell'ordine giurisdizionale. Nel documento, si sottolinea come delegittimare la magistratura sia un'operazione che lede la tenuta democratica del Paese.




