Binaghi, il tennis trionfa e il calcio resta a guardare: "A che ora gioca l'Italia? Ero distratto da Wimbledon"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre il mondo del calcio italiano cerca di rialzarsi dopo l'ennesima batosta, il tennis continua a viaggiare su un'altra orbita. Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, non ha perso l'occasione per ribadire la distanza siderale tra i due sport, con una battuta che è suonata come una vera e propria stoccata: "A che ora gioca l'Italia stasera? Io ero distratto da Wimbledon e non sono riuscito a seguirla". L'ha detto al Tg3, e non c'è voluto molto perché la frase diventasse virale, alimentando un confronto che ormai va avanti da mesi.

Il trionfo di Sinner e la "missione compiuta"

La gioia di Binaghi è comprensibile, del resto. Mentre la Nazionale di calcio mancava l'appuntamento con i Mondiali per la terza volta consecutiva, Jannik Sinner scriveva un'altra pagina di storia. Il successo a Wimbledon, il secondo consecutivo, ha regalato al movimento un'enorme visibilità, con l'italiano capace di imporsi in quattro set su Alexander Zverev con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-3, 6-4.

"Direi missione compiuta a tutto tondo", ha aggiunto Binaghi, sottolineando come non sia arrivato solo il successo dell'altoatesino, ma anche gli ottimi piazzamenti di altri azzurri come Cobolli e Paolini. La sensazione, insomma, è che il tennis non sia più una semplice alternativa, ma il vero fiore all'occhiello dello sport italiano.

La ricetta per il calcio: "Radere al suolo tutto"

Binaghi, che in passato non aveva mai nascosto il suo scetticismo verso i metodi del calcio italiano, ha approfittato della ribalta mediatica per andare oltre la semplice frecciatina. La sua analisi, questa volta, si è fatta più radicale. Parlando del nuovo presidente della Figc, Giovanni Malagò, il numero uno della Fitp ha dichiarato che il suo collega "non ha bisogno di consigli", aggiungendo con una punta di ironia: "Lui fa il contrario di quel che faccio io dalla A alla Z".

Ma è stato il commento sull'organizzazione del calcio a far discutere: "La ricetta per rilanciare una federazione? Radere al suolo tutto, cacciare tutti e ricominciare da zero, capovolgendo quelli che erano i pilastri di una federazione che non produceva più niente". Un j'accuse pesante, che arriva mentre il calcio cerca una nuova identità.

Non solo frecciatine: il tennis come modello

Più che una semplice provocazione, le parole di Binaghi sembrano voler tracciare un solco tra due modelli sportivi. Da un lato il tennis, che viene dipinto come un sistema sano, fatto di "bravi ragazzi con famiglie stupende alle spalle". Dall'altro un calcio accusato di essere viziato, con "simulazioni ed espulsioni" all'ordine del giorno. Il riferimento, ancora una volta, è all'esempio di fair play dato da Sinner, che durante la finale ha prontamente aiutato Zverev a rialzarsi dopo una caduta.

Un gesto, questo, che per Binaghi rappresenta l'antitesi di certi comportamenti visti sui campi di calcio. La vittoria del tennis, insomma, non è solo sportiva, ma anche culturale.

La stoccata a Malagò e il futuro del calcio

Il neo-presidente della Figc, Giovanni Malagò, è stato comunque oggetto di una certa dose di scetticismo. Binaghi, pur augurandogli buon lavoro, ha ricordato il suo passato al Coni: "La strada è lunga, ma lui è sempre stato molto fortunato". Una frase che sa di avvertimento, quasi a sottolineare che la fortuna possa non bastare per risolvere i problemi del calcio. Nella sua intervista al Tg3, Binaghi ha ribadito che il rilancio della federazione calcistica sarebbe stato più efficace se si fosse "ricominciato da zero".

Il messaggio è chiaro: mentre il tennis vola, il calcio deve ancora fare i conti con una crisi di risultati e di immagine che non accenna a risolversi.

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