Consulta boccia l'autonomia differenziata, illegittime alcune disposizioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità di specifiche disposizioni della legge sull'autonomia differenziata, accogliendo parzialmente i ricorsi presentati dalle Regioni Sardegna, Puglia, Toscana e Campania. La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha espresso "piena soddisfazione" per la decisione dei giudici costituzionali, sottolineando come le ragioni illustrate nel ricorso sardo siano state ritenute fondate. Todde ha evidenziato che tutte le disposizioni dichiarate incostituzionali figurano tra quelle impugnate dalla Regione Sardegna, la quale ha collezionato il più alto numero di motivi di impugnazione accolti tra le regioni ricorrenti. Questo, secondo la governatrice, dimostra che l'iniziativa sarda non aveva carattere pretestuoso né era indotta da motivazioni propagandistiche, ma era sinceramente animata dal proposito di contribuire al ripristino della legalità costituzionale violata.

Il comunicato della Corte Costituzionale ha chiarito che la questione di costituzionalità dell'intera legge sull'autonomia differenziata delle regioni ordinarie non è stata ritenuta fondata. Tuttavia, specifiche disposizioni del testo legislativo sono state considerate illegittime. In particolare, i giudici hanno bocciato la previsione che sia un decreto del presidente del Consiglio a determinare l'aggiornamento dei Livelli Essenziali di Prestazione (Lep) e il ricorso alla determinazione dei Lep attraverso il Dpcm.

Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, ha commentato la sentenza della Consulta, affermando che la Corte Costituzionale ha confermato la legittimità della legge sull'autonomia differenziata, sancendo ancora una volta che il percorso intrapreso è in linea con la Costituzione. Zaia ha definito questa conferma importante e rappresentativa di un passaggio storico per il Veneto e per tutto il Paese.

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