Putin sfida la Corte dell'Aja con visita in Mongolia
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Redazione Esteri
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Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato in Mongolia per una visita ufficiale, accolto con tutti gli onori degni di uno zar. Nonostante il mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per la deportazione illegale di bambini ucraini, Putin è stato ricevuto con una cerimonia di benvenuto nella capitale Ulan Bator.
Accoglienza calorosa in Mongolia
Accompagnato dal presidente mongolo Ukhnaagiin Khürelsükh, Putin ha deposto una corona di fiori presso il monumento al maresciallo sovietico Georgy Zhukov e ha visitato una scuola gestita da un'università russa. La calorosa accoglienza riservata a Putin ha suscitato riflessioni e critiche, considerando che la Mongolia riconosce la giurisdizione della CPI.
Obblighi internazionali non rispettati
La Mongolia, in quanto Stato parte dello Statuto di Roma della CPI, avrebbe dovuto arrestare Putin in base al mandato emesso dall'Aia. Tuttavia, il paese non ha rispettato questi obblighi, suscitando il rammarico dell'Unione Europea. Un portavoce del servizio europeo d'azione esterna ha espresso disappunto per la mancata esecuzione del mandato d'arresto.
Implicazioni politiche
Secondo Silvana Arbia, ex Procuratore del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, essere destinatari di un mandato di arresto della CPI crea una condizione di estrema difficoltà politica. Questo limita le relazioni internazionali e mina l'autorità dei leader, colpendo la loro legittimazione a rimanere in carica.
Reazioni internazionali
La visita di Putin in Mongolia ha sollevato preoccupazioni a livello internazionale. L'Unione Europea ha sottolineato l'importanza di rispettare gli obblighi previsti dallo Statuto di Roma per mantenere l'integrità del sistema di giustizia internazionale.




