Caso Almasri: la Corte dell'Aja indaga sul governo italiano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte penale internazionale (Cpi) ha avviato un’inchiesta sull’operato del governo italiano in relazione al “caso Almasri”, accusandolo di aver ostacolato l’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma. Secondo quanto riportato da Avvenire.it, la denuncia, depositata presso l’ufficio del procuratore della Cpi, menziona esplicitamente i nomi della premier Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’accusa si riferisce alla gestione del caso di Njem Osama Almasri, capo della polizia libica ricercato dalla Cpi per crimini contro l’umanità, arrestato in Italia nel 2022 ma successivamente rimpatriato in Libia.

La vicenda, che ha suscitato forti polemiche, è tornata al centro dell’attenzione dopo la denuncia di Lam Magok Biel Ruei, ex detenuto nel carcere libico di Mitiga, noto per le condizioni disumane e le sistematiche violazioni dei diritti umani. Magok, che ha subito torture e abusi per mano di Almasri, ha raccontato davanti a una platea di politici e giornalisti a Montecitorio il suo sgomento nel vedere il generale libico rimpatriato nonostante il mandato di arresto internazionale. “Quando ho saputo del suo arresto a Torino, ho pensato che avrei trovato giustizia. Invece, è stato uno shock enorme vederlo tornare in Libia”, ha dichiarato.

Parallelamente, un’altra denuncia è stata depositata alla Procura della Repubblica di Roma dall’avvocato lucano Angela Bitonti, che rappresenta una donna ivoriana vittima di violenze nel carcere di Mitiga. La donna, il cui nome non è stato reso noto, ha raccontato di essere stata “stuprata e picchiata quotidianamente per almeno un anno” nella prigione libica. L’avvocato Bitonti ha ipotizzato “reati di omissione e favoreggiamento” da parte dello Stato italiano, sostenendo che il rimpatrio di Almasri abbia di fatto impedito l’accertamento delle responsabilità penali.

In questo contesto, il governo italiano è stato chiamato a rispondere delle proprie scelte. Nei giorni scorsi, i ministri Piantedosi e Nordio hanno tenuto un’informativa in Parlamento, assente però la premier Meloni, che non ha partecipato alle sedute in Aula. Il vicepremier Antonio Tajani, intervenendo sulla questione, ha dichiarato che “bisognerebbe indagare sulla Cpi”, sollevando dubbi sull’operato dell’organo giudiziario internazionale.

Il caso Almasri, che unisce temi delicati come la cooperazione internazionale, i diritti umani e la giustizia penale, rappresenta un banco di prova per l’Italia, chiamata a bilanciare le esigenze diplomatiche con il rispetto degli obblighi internazionali. Le indagini della Cpi, che potrebbero portare a sviluppi significativi, pongono interrogativi non solo sulle responsabilità individuali, ma anche sulle scelte politiche che hanno portato al rimpatrio di un uomo accusato di crimini atroci.

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