Almasri, denuncia alla Corte dell’Aja: il governo italiano nega indagini in corso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un rifugiato sudanese ha presentato una denuncia – formalmente definita “comunicazione” – alla Corte penale internazionale (Cpi) contro il governo italiano, accusandolo di aver ostacolato la giustizia internazionale nel caso di Osama Almasri, un libico noto per crimini efferati, tra cui torture e violenze su minori. La denuncia, anticipata dal quotidiano Avvenire, ha riacceso il dibattito sulle responsabilità dell’esecutivo italiano, ma fonti governative hanno precisato che, al momento, non esiste alcuna indagine ufficiale aperta dalla Cpi nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni o dei ministri coinvolti.

Secondo quanto riferito da queste fonti, il procuratore della Cpi non ha ancora formalizzato la denuncia del cittadino sudanese, né l’ha inoltrata ai giudici o al registrar. Il rifugiato, si apprende, avrebbe inviato una mail all’indirizzo dedicato dell’ufficio del procuratore, ma ciò non basta per avviare un procedimento formale. Tuttavia, la vicenda ha già sollevato reazioni politiche, sia a livello nazionale che europeo. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha espresso poca sorpresa per l’apertura di un’eventuale indagine, sostenendo che il governo italiano avrebbe dovuto limitarsi a eseguire il mandato di arresto internazionale nei confronti di Almasri, invece di sottrarlo alla giustizia internazionale.

Intanto, il caso Almasri approderà martedì 11 febbraio al Parlamento europeo, dove si terrà un dibattito durante la sessione plenaria di Strasburgo. L’europarlamentare del Partito Democratico Annalisa Corrado, membro del gruppo S&D, ha annunciato che durante il dibattito verranno richiesti chiarimenti al governo italiano, sottolineando che “il Paese deve una spiegazione non solo ai cittadini italiani, ma all’Europa intera”. Il tema centrale sarà la protezione del sistema di giustizia internazionale e delle sue istituzioni, con particolare riferimento alla Cpi e alla Corte internazionale di giustizia.

La vicenda risale a mesi fa, quando emerse che Almasri, ricercato per crimini contro l’umanità, era stato trattenuto in Italia senza che venisse eseguito il mandato di arresto internazionale. Il governo italiano, secondo quanto denunciato, avrebbe preferito gestire il caso internamente, suscitando critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani e di alcuni esponenti politici. La mancata consegna di Almasri alla giustizia internazionale ha sollevato interrogativi sulla coerenza dell’Italia rispetto ai suoi impegni in materia di diritti umani e giustizia globale

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