Una lotta per la Champions e un bisogno di cattiveria: il Milan cerca continuità a Como

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo lo stallo di Firenze, che ha interrotto una serie positiva di risultati, il Milan di Massimiliano Allegri è chiamato a una reazione immediata nel recupero della sedicesima giornata di Serie A, in programma stasera alle 20.45 al Sinigaglia contro il Como. La sosta, imprevista e non desiderata, ha riacceso i discorsi sulle ambizioni scudetto dei rossoneri, i quali, per mantenere il passo con le rivali, non possono permettersi ulteriori passi falsi contro una formazione lariana che, al contrario, lotta con convinzione per un posto in Champions League. Una sfida, questa, che vede sulla panchine due filosofie calcistiche distanti, sebbene il tecnico di casa abbia voluto smarcarsi da qualsiasi riduzione personalistica, affermando con chiarezza che “non è Fabregas contro Allegri, ma solo Como contro Milan”.

Le parole di Allegri e il tema della "cattiveria"

“Bisogna tornare a essere più cattivi, abbiamo i punti che meritiamo”, ha dichiarato il tecnico milanista in conferenza stampa, puntando il dito su una certa fragilità emersa in alcuni frangenti delle ultime partite. Allegri, che guiderà la squadra senza Fullkrug e Pavlovic, ha sottolineato la necessità di migliorare le situazioni di gioco e di ritrovare una maggiore precisione tecnica, pur esprimendo piena fiducia nelle qualità a disposizione. “I giocatori hanno ottime qualità, devono convincersi di essere una squadra forte”, ha aggiunto, cercando di trasmettere quella sicurezza che sembra essersi incrinata dopo il pareggio franato nel finale contro la Fiorentina.

I numeri che "tornano" e il ritorno dei big in mezzo al campo

Interrogato specificamente sulla scarsa produzione realizzativa proveniente dal centrocampo, Allegri ha risposto con una metafora statistica, tipica del suo approccio pragmatico. “Arriveranno. Nel campionato alla fine tutti i numeri tornano in media. Torneranno a fare gol i difensori sulle palle inattive”, ha spiegato, indicando una fede quasi matematica nell’equilibrio delle prestazioni durante l’intero arco della stagione. Intanto, per la trasferta comasca, il mister può contare sul pieno ritorno di due pilastri: Luka Modric e Adrien Rabiot, entrambi riposati parzialmente o totalmente al Franchi, sono pronti a riprendere il loro ruolo di leader indiscussi della mediana, a riprova dell’importanza che Allegri attribuisce a questo match.

Il contesto e la posta in palio

La partita, dunque, si gioca su un doppio binario: da un lato l’esigenza milanista di riprendere una corsa al Titolo che non ammette troppi intoppi, dall’altro la legittima ambizione di un Como sorprendente che vuole continuare a sognare l’Europa. Allegri, oltre a rassicurare tutti sulla condizione di Leao, ha implicitamente riconosciuto che il turnover di domenica scorsa, con sei cambi rispetto alla gara col Genoa, fosse funzionale proprio a preparare al meglio questo recupero. Al Sinigaglia, insomma, si sfideranno due realtà con obiettivi diversi ma ugualmente pressanti, in un contesto dove la cattiveria agonistica invocata dal tecnico rossonero dovrà fare i conti con il gioco propositivo e organizzato di una squadra che, sotto la guida del suo allenatore, ha dimostrato di non temere nessuno.

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