Trump annuncia l'accordo sulla Groenlandia: "Controllo Usa sulla sicurezza per sempre"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Donald Trump ha annunciato sul social Truth di aver raggiunto un accordo con il Regno di Danimarca e la Groenlandia che conferisce agli Stati Uniti il controllo permanente sulla sicurezza dell'isola artica e su tutte le altre necessità legate al territorio. L'annuncio è arrivato venerdì sera, seguito poche ore dopo dalla conferma ufficiale da parte dell'ufficio della prima ministra danese Mette Frederiksen, che ha parlato di un'intesa destinata a rafforzare la sicurezza nell'Artico e nella regione dell'Atlantico settentrionale.
Secondo quanto scritto dallo stesso presidente americano, l'accordo è a durata illimitata e non prevede alcun costo per gli Stati Uniti. La clausola centrale stabilisce che nessun avversario di Washington potrà mai mantenere una base militare in Groenlandia, inviare truppe o effettuare investimenti in settori sensibili senza un'esplicita approvazione scritta americana.
Trump ha anche annunciato che gli Stati Uniti avvieranno immediatamente il processo per lo sviluppo di una presenza militare più ampia sull'isola, con l'obiettivo di collaborare con la popolazione locale alla sua crescita e alla sua costruzione.
La firma del documento è attesa per la prossima settimana, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, come confermato dalla stessa Frederiksen. La prima ministra danese ha sottolineato che il testo riconosce la sovranità e l'integrità territoriale del Regno di Danimarca, oltre al diritto del popolo groenlandese all'autodeterminazione, e che prima di entrare in vigore dovrà comunque passare attraverso i necessari iter parlamentari.
Anche il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, ha commentato l'esito dei negoziati, definendolo un accordo che riconosce gli interessi dell'isola e il suo posto nella cooperazione internazionale.
La Groenlandia è la più grande isola del mondo, con una superficie di oltre due milioni di chilometri quadrati, di cui circa l'ottanta per cento coperto da ghiacci. Pur essendo parte del Regno di Danimarca, gode di un'ampia autonomia dal 1979, estesa ulteriormente nel 2009, che però non comprende la politica estera e di sicurezza, competenze che restano saldamente nelle mani di Copenaghen. L'isola conta poco più di 56.000 abitanti, concentrati in gran parte lungo le coste, e la sua collocazione geografica tra l'Atlantico settentrionale e l'Oceano Artico la rende da decenni un punto nevralgico per la difesa del continente nordamericano.
Gli Stati Uniti mantengono da tempo una presenza militare sull'isola. La base di Pituffik, situata nella parte nord-occidentale, venne costruita dopo l'accordo sulla difesa della Groenlandia firmato nel 1951 e aggiornato nel 2004, e svolge funzioni di allerta missilistica, difesa antimissile e sorveglianza spaziale per conto di Washington e della NATO. Durante la Guerra Fredda le installazioni americane sull'isola arrivarono a ospitare diverse migliaia di militari, prima di una progressiva riduzione.
Secondo quanto riferito da funzionari anonimi del Dipartimento di Stato a diverse testate internazionali, l'intesa ora annunciata dovrebbe garantire agli Stati Uniti diritti permanenti di accesso, basi e sorvolo, con la possibilità di costruire nuove strutture militari senza necessità di approvazione da parte di Copenaghen o Nuuk.
L'accordo giunge dopo mesi di forti tensioni diplomatiche, innescate dalle ripetute dichiarazioni di Trump sull'intenzione di acquisire o annettere il territorio, posizione che aveva suscitato preoccupazione tra gli alleati europei e all'interno della stessa NATO. Nel gennaio scorso, a Davos, era stata raggiunta una prima intesa informale con il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Mark Rutte, i cui contenuti erano rimasti piuttosto vaghi.
Da allora, una squadra negoziale ad alto livello composta da rappresentanti americani, danesi e groenlandesi ha lavorato dietro le quinte per trovare una quadra, fino all'annuncio di venerdì.
Sotto la superficie ghiacciata dell'isola, secondo i rilevamenti del Geological Survey of Denmark and Greenland, si trovano depositi di numerosi minerali considerati critici dall'Unione Europea, tra cui terre rare, grafite, zinco, ferro, titanio e litio, per gran parte ancora in fase di prospezione. L'economia groenlandese resta però fortemente dipendente dalla pesca, che rappresenta la quasi totalità delle esportazioni, e dal sussidio annuale erogato da Copenaghen, che copre più della metà del bilancio pubblico.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
