Aggressione in palestra sulla Casilina, l’ombra del tentato omicidio
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Redazione Interno
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Non c’è stata neppure la possibilità di alzare le mani in segno di difesa, forse, per l’uomo che questa mattina si trovava nella sala pesi di una nota catena di fitness in via Casilina. L’agguato, consumato poco dopo le dieci all’altezza di Torre Maura – una zona che si stende a ridosso del Grande Raccordo Anulare – ha trasformato un luogo dedicato al benessere fisico in una scena di violenza brutale.
La vittima, un quarantenne la cui identità non è stata ancora resa nota, è stata raggiunta al fianco da una lama brandita da un altro frequentatore della struttura; un gesto rapido, seguito dalla immediata fuga dell’aggressore che al momento è attivamente ricercato dai carabinieri.
La dinamica dell’accoltellamento e i primi soccorsi
È stato il sangue a dettare il copione, in quella che gli inquirenti descrivono come una mattinata di terrore. Il ferito, nonostante la gravità della ferita riportata al fianco, è rimasto sorprendentemente cosciente per tutto il tempo: una circostanza, quest’ultima, che ha permesso ai sanitari del 118 di stabilizzare il quadro clinico prima del trasporto d’urgenza. L’uomo, infatti, è stato caricato in ambulanza e condotto in codice rosso al Policlinico Casilino, dove i medici lo hanno subito ricoverato in prognosi riservata.
La prontezza dei presenti – alcuni dei quali hanno tentato di tamponare l’emorragia prima dell’arrivo delle ambulanze – è stata cruciale per evitare conseguenze ancora più drammatiche, anche se le sue condizioni restano critiche e monitorate costantemente dai sanitari.
L’inchiesta dei carabinieri tra telecamere e testimoni
Sul posto, oltre ai medici dell’Ares 118, sono intervenuti immediatamente i militari della stazione Roma Alessandrina e della Compagnia Roma Casilina; questi ultimi hanno avviato fin da subito un’indagine serrata per fare luce su quanto accaduto. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, e un nodo cruciale delle indagini riguarda l’acquisizione dei filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza posizionate sia all’interno della palestra McFit che nelle immediate vicinanze dell’ingresso.
Sebbene non siano ancora chiari i motivi che hanno scatenato la lite – degenerata poi in accoltellamento – gli inquirenti stanno ascoltando numerosi testimoni che si trovavano nella sala pesi al momento dell’aggressione, cercando di raccogliere frammenti di una discussione che potrebbe essere iniziata per futili motivi.
Il vuoto di pistori sulla via Casilina
L’aggressore, descritto come una persona che si è allontanata a piedi subito dopo il ferimento, ha lasciato dietro di sé più domande che risposte. La zona di Torre Maura, e più nello specifico la borgata Finocchio dove sorge la palestra, si è risvegliata sotto choc: non è la prima volta che episodi di violenza armata macchiano le cronache di questa periferia romana, ma l’ambientazione insolita – un luogo aperto al pubblico durante l’orario di punta mattutino – ha suscitato particolare allarme sociale.
I carabinieri non escludono alcuna pista, neppure quella del tentato omicidio, e stanno battendo a tappeto la zona per intercettare il fuggitivo. La speranza, per gli inquirenti, è che i filmati delle videocamere possano fornire un volto e un nome a chi ha impugnato il coltello, trasformando una normale giornata di allenamento in un incubo di sangue.




