Lindsey Vonn e il futuro, la campionessa spegne le voci: “Decido io, e non ho bisogno di permessi”
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Redazione Sport
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La domanda, secca, era comparsa sotto un tweet di un utente francese che elencava i possibili ritiri illustri di questa stagione, e Lindsey Vonn, nonostante il periodo di convalescenza complicato, non ci ha pensato due volte a replicare: “Chi ha detto che mi ritiro?”. Una risposta, quella pubblicata sulla piattaforma X, che ha immediatamente fatto il giro del mondo, riaccendendo i riflettori su una situazione che sembrava già scritta, quella di una leggenda americana dello sci costretta a dire addio alle gare nel peggiore dei modi, con le grida di dolore sull’Olympia delle Tofane che riecheggiavano ancora nell’aria di Cortina. La 41enne, tornata alle competizioni dopo sei anni di pausa e con una protesi parziale al ginocchio, aveva incantato tutti risalendo la classifica di Coppa del Mondo, piazzandosi al primo posto nella specialità della discesa, eppure quel sogno si è infranto il giorno della gara olimpica, appena tredici secondi dopo il cancelletto di partenza.
Il volo, terribile e spettacolare, è costato alla fuoriclasse del Minnesota molto più di una semplice sconfitta: l'impatto ha provocato la frattura della tibia, del perone e del piatto tibiale, e lei stessa, nelle scorse settimane, ha raccontato senza filtri di aver rischiato seriamente l'amputazione della gamba sinistra, una eventualità scampata solo grazie alla prontezza di un medico che le ha praticato una fasciotomia d'urgenza. Le operazioni, in tutto sei, hanno ricostruito un arto ridotto in frantumi, costringendo Vonn a lunghi periodi di immobilità in ospedale, prima a Treviso e poi negli Stati Uniti, alimentando così le speculazioni su un suo immediato e definitivo ritiro. Speculazioni che la diretta interessata, però, ha sempre respinto con una certa fermezza, anche nei giorni più bui della riabilitazione, quando la priorità assoluta era allontanare lo spettro di una menomazione permanente.
“Smet tetela di dirmi cosa fare, non sono ancora pronta a parlarne”
Nel suo ultimo intervento social, un messaggio pacato ma estremamente diretto, Vonn ha voluto mettere dei punti fermi, chiarendo una volta per tutte che la narrazione del suo addio è, al momento, prematura e ingiustificata. “No, non sono ancora pronta a parlare del mio futuro nello sci”, ha scandito la campionessa, spiegando come tutte le sue energie siano adesso concentrate esclusivamente sul recupero fisico, sul ritorno a quella normalità che per un atleta significa soprattutto rivedere il traguardo. “Mi sono ritirata per sei anni – ha ricordato – e ho una vita fantastica al di fuori delle piste. È stato incredibile tornare al primo posto nella classifica mondiale a 41 anni e stabilire nuovi record, ma alla mia età, sono l’unica che può decidere del mio destino”. Un concetto, quello dell’autodeterminazione, che la sciatrice ha voluto ribadire con forza, quasi a voler zittire quella schiera di opinionisti e appassionati che, magari in buona fede, davano per scontato un addio dopo un infortunio tanto grave.
L’azzardo calcolato e la risposta a chi parlava di egoismo
Non è un mistero che la partecipazione di Lindsey Vonn ai Giochi di Milano-Cortina fosse già di per sé una scommessa vinta contro ogni pronostico, vista l’età e i precedenti infortuni, ma a rendere il quadro ancora più complesso era stata la lesione del legamento crociato rimediata appena una settimana prima, proprio a Crans Montana, durante l’ultima discesa di热身. Gareggiare con un crociato rotto, un rischio calcolato che la statunitense aveva deciso di correre pur di realizzare il suo sogno olimpico, salvo poi vedere tutto naufragare in una frazione di secondo per un contatto con una porta, un contatto che nulla aveva a che fare con il ginocchio malmesso. E proprio su questo aspetto, nei giorni successivi, erano piovute critiche feroci, con qualcuno che l’aveva addirittura definita “egoista” per aver sottratto un posto in squadra a una atleta più giovane. Una stoccata a cui Vonn ha risposto a distanza di settimane, ripercorrendo i successi di una stagione comunque trionfale, quasi a voler dimostrare che il posto se l’era guadagnato sul campo, punto dopo punto. “Non ho bisogno del permesso di nessuno per fare ciò che mi rende felice”, ha ribadito nel suo messaggio, lasciando aperte tutte le porte: “Forse questo significa tornare a gareggiare, forse no. Solo il tempo lo dirà”. Per ora, per chiunque azzardi previsioni, l’unica risposta possibile è un invito al silenzio: “Vi farò sapere quando avrò deciso”.




