Sarri: "Alla Juve vincemmo grazie ai più freschi, ma ora la Nazionale è un rebus"
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Redazione Sport
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Maurizio Sarri, che alla Juventus vinse lo scudetto nel 2020 con una squadra "asimmetrica", oggi guarda al calcio italiano con un misto di orgoglio e perplessità. "Due anni fa eravamo secondi nel ranking Uefa, quest’anno terzi, eppure la Nazionale stenta", ha detto il tecnico della Lazio a margine di un corso per allenatori a Castiglione della Pescaia. Un paradosso che, secondo lui, nasconde qualcosa di più profondo: "C’è un divario tra il valore del nostro campionato e i risultati della selezione azzurra".
Non è la prima volta che Sarri analizza con franchezza il mondo del pallone. Anzi, tra una battuta e una riflessione tecnica, ha ripercorso anche la sua esperienza alla Juve, svelando un dettaglio inedito: "Abbiamo vinto grazie a giocatori come Bentancur, tra i più freschi". Una squadra che, nelle sue parole, "lavorava su equilibri diversi", lontani dagli schemi tradizionali. Oggi, però, il suo focus è sulla Lazio, dove è tornato "per affetto", pur sapendo che migliorare il secondo posto del ciclo precedente sarà difficile.
Tra i temi toccati, anche quello dei calciatori "da guinzaglio", come Guendouzi, definito "talento puro ma da gestire con attenzione". E mentre la Juve affronta l’emergenza Locatelli, con il capitano a rischio per la prossima sfida, Sarri preferisce concentrarsi sul presente. Firenze gli manca, ma Roma lo ha riaccolto a braccia aperte. E lui, da par suo, non si sottrae alle domande, nemmeno quando si parla di Nuno Tavares o Rovella, giocatori su cui ha le idee chiare.




