Telefono verde Aids in marcia contro fake news e stigma, numeri ancora importanti ma diagnosi in calo

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Redazione Salute Redazione Salute   -   In una fase in cui la percezione dell'emergenza sembra attenuata, il «telefono verde Aids e infezioni sessualmente trasmesse» – 800 861 061, servizio anonimo e gratuito gestito dall'Istituto superiore di sanità – moltiplica il suo impegno, stabilendo un'apertura straordinaria dalle 9 alle 19 in occasione della Giornata mondiale di lotta contro l'Aids del primo dicembre. Un presidio, questo, che si conferma un punto di riferimento cruciale, come testimoniano le 5.453 telefonate pervenute da inizio anno fino al 25 novembre, una media di 25 contatti giornalieri la metà dei quali effettuati da persone che, per la prima volta, decidono di varcare la barriera del silenzio e della paura.

Il quadro nazionale: stabilità e nodi irrisolti

Sullo sfondo dell’attività di ascolto, i dati epidemiologici relativi al 2024 dipingono un quadro di sostanziale stabilità, seppure non privo di ombre. Il bollettino del Centro operativo Aids dell'Iss, infatti, ha registrato 2.379 nuove diagnosi di Hiv nel corso dell'anno, un dato lievemente inferiore ai 2.507 casi del 2023, che corrisponde a un'incidenza di 4 nuove diagnosi ogni 100.000 residenti. Le regioni con le incidenze più alte, pari o superiori a 4,5 casi per 100.000 residenti, risultano essere Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna, mentre il Veneto, ad esempio, si attesta su un valore di 3,2. A preoccupare gli esperti, i quali sottolineano come dell'Hiv si parli ormai troppo poco nonostante i numeri restino importanti, è soprattutto l'annosa questione delle diagnosi tardive, un fenomeno che impedisce di intercettare precocemente l'infezione e che alimenta, suo malgrado, la circolazione del virus.

Il sommerso e la sfida della prevenzione

Proprio su questo aspetto si concentrano le analisi più allarmate, che stimano in almeno 15.000 le persone nel nostro Paese che convivono con l'infezione da Hiv senza esserne a conoscenza. “Questo è il serbatoio su cui insistere”, ha spiegato il direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, evidenziando come la scienza abbia ormai raggiunto traguardi fondamentali. Il principio “U=U”, ovvero “Undetectable = Untransmittable” (non rilevabile = non trasmissibile), rappresenta infatti un caposaldo, dimostrando in maniera inequivocabile l'efficacia delle terapie antiretrovirali che, sopprimendo la carica virale, azzerano il rischio di trasmissione sessuale del virus. Una conquista scientifica che, tuttavia, fatica a tradursi in una consapevolezza diffusa, lasciando spazio a uno stigma persistente, particolarmente temuto in ambito lavorativo, e a fake news che il telefono verde si trova regolarmente a dover contrastare.

I casi di Aids conclamato e le prospettive

Per quanto riguarda l'Aids conclamato, i dati del 2024 mostrano un andamento in linea con gli ultimi anni, con 450 nuove diagnosi segnalate in Italia, di cui 33 nella sola regione Veneto. L'età mediana alla diagnosi di Hiv si attesta sui 41 anni, con circa il 70% delle notifiche che riguardano persone di età compresa tra i 30 e i 59 anni, un dato che delinea un'epidemia ormai matura e che interessa fasce d'età attive e produttive. L’impegno delle istituzioni sanitarie, come emerso anche durante eventi di settore dedicati alla gestione e alla prevenzione di quella che viene definita un'“emergenza sanitaria silente”, si concentra dunque su un duplice binario: potenziare l'informazione corretta per smantellare lo stigma e promuovere l'accesso al test, unica via per far emergere quel sommerso che ancora alimenta la catena dei contagi.

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