Addio ad Angelo Valente, leggenda della kickboxing che ha allenato campioni e vip

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Se n'è andato a cinquantuno anni, dopo una lunga malattia affrontata con una determinazione che ricordava da vicino quella dei ring su cui aveva trionfato, Angelo Valente. La notizia della sua scomparsa ha scavato un solco di dolore in mondi solo apparentemente distanti, unendo il cordoglio dello sport e dello spettacolo in un unico, commosso ricordo. La malattia, contro cui lottava dal 2015, non era infatti riuscita a scalfire la sua proverbiale grinta, né quel sorriso che lo ha caratterizzato fino all'ultimo, affrontando la prova più dura con il medesimo coraggio che gli aveva permesso di diventare un'icona degli sport da combattimento.

Una carriera costellata di titoli

La sua statura atletica, che pochi in Italia hanno saputo eguagliare, fu costruita su una sequenza impressionante di successi. Valente, infatti, conquistò per quattro volte il titolo di campione del mondo di kickboxing, un primato che da solo basterebbe a scolpire il suo nome nella storia. A questo, seppero aggiungersene molti altri, tutti di prestigio: numerosi titoli italiani in discipline affini, come la savate e il full contact, che testimoniano una versatilità e una completezza tecnica non comuni. Anche la boxe tradizionale lo vide protagonista, seppur brevemente, con due incontri da professionista nei pesi medi, entrambi conclusi con la sua mano alzata in segno di vittoria.

Il ricordo dei volti noti e il dolore della famiglia

La sua eredità, tuttavia, va ben oltre i trofei e le cinture, trovando la sua espressione più autentica nell'impatto che ebbe sulle persone che hanno incrociato la sua strada. Dopo il ritiro dall'attività agonistica, Valente si dedicò infatti con passione all'allenamento, diventando un punto di riferimento per una cerchia molto ampia di allievi, molti dei quali provenienti dal mondo del calcio e dello spettacolo. Elisabetta Canalis, per esempio, ha voluto ricordarlo pubblicamente con un messaggio carico di emotività, scrivendo di come rileggesse i suoi messaggi e guardasse i loro video, tra lacrime e sorrisi. "Grazie per quello che mi hai insegnato e per il coraggio che mi hai dato", ha aggiunto, definendo la sua scomparsa un colpo particolarmente duro da accettare. Un dolore che, in silenzio, ha colpito anche la sua famiglia: il Calcio Lecco ha infatti diffuso un comunicato nel quale esprime vicinanza al giovane calciatore del suo settore giovanile, Adriano Valente, per la perdita del padre.

L'uomo che portò la kickboxing al grande pubblico

La sua figura, nel complesso, è stata determinante per la diffusione della kickboxing in Italia, contribuendo a portarla fuori dai palazzetti di nicchia e avvicinando ad essa un pubblico più vasto ed eterogeneo. La sua capacità di lavorare con personalità così diverse, dagli sportivi più celebri ai semplici appassionati, dimostrava non solo una profonda conoscenza tecnica, ma anche una rara abilità umana nel trasmettere valori e sicurezza. Il suo approccio alla vita, che non abbandonò mai nonostante la malattia, rimane forse la lezione più grande che abbia lasciato a chiunque lo abbia conosciuto.

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