La Regione Puglia sospende cinque bandi per le imprese: troppe richieste, fondi esauriti
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Redazione Interno
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La Giunta regionale pugliese, riunitasi nel pomeriggio di ieri, ha approvato una delibera che impone lo stop alla ricezione di nuove istanze per cinque diversi avvisi pubblici destinati al sostegno delle imprese. Il provvedimento, che si è reso necessario a fronte di un’impennata delle domande di contributo, congela temporaneamente l’accesso ai Contratti di Programma, ai Programmi Integrati di Agevolazione nelle loro varie declinazioni – inclusi quelli dedicati al settore turistico-alberghiero – e ai MiniPIA, strumenti questi ultimi che hanno rappresentato per anni un volano significativo per il tessuto produttivo locale. Le risorse in gioco, tutte provenienti dal PR Puglia FESR–FSE+ 2021-2027, non sono infatti sufficienti a coprire la mole di richieste pervenute, un fenomeno che ha costretto l’esecutivo a un passo indietro per evitare di creare false aspettative tra gli imprenditori.
Il nodo della questione, stando ai dati diffusi dagli uffici regionali, risiede in un sostanziale squilibrio tra la domanda e l’offerta di fondi pubblici. Le pratiche attualmente in fase di istruttoria, infatti, richiedono un impegno finanziario che supera di gran lunga le dotazioni disponibili: si parla di contributi richiesti per un valore che si aggira intorno ai 2,6 miliardi di euro, a fronte di una disponibilità effettiva che ammonta a circa 1,35 miliardi, considerando anche l’ammontare complessivo degli investimenti sottesi che sfiora i 5 miliardi. Una mole di domande, quella presa in esame, che ha portato la giunta a privilegiare la corretta gestione delle procedure già avviate, garantendo che le istruttorie in corso possano concludersi positivamente per chi ha già presentato progetto, piuttosto che aprire nuovi sportelli destinati a rimanere inevitabilmente scoperti.
Le ragioni di una scelta tecnica e la posizione degli uffici
La decisione, come spiegato dall’assessore allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio, non nascerebbe da un improvviso dietrofront politico, ma da un’analisi approfondita e responsabile del carico di lavoro pendente. “L’atto di oggi”, ha dichiarato, “è un passo doveroso verso tutti gli investitori che stavano programmando un investimento in Puglia potendo contare sul contributo importante della Regione”. La priorità, in questa fase, diventa quella di non alimentare ulteriori aspettative in un contesto in cui le risorse residue, seppur consistenti, devono essere gestite con oculatezza; gli uffici procederanno dunque con lo scrutinio delle domande già protocollate, e solo dall’esito di queste verifiche, che potrebbero portare al riconoscimento di eventuali economie, si potrà eventualmente ragionare su una futura e comunque non scontata riapertura dei termini.
I bandi ancora attivi: Nidi, TecnoNidi e le misure per Taranto
Non tutto l’universo degli incentivi regionali, va detto, subisce una battuta d’arresto. La delibera, pur sospendendo i cinque avvisi più gettonati, lascia aperte altre importanti linee di finanziamento, a dimostrazione di una strategia che intende diversificare gli strumenti di sostegno all’economia. Rimangono operativi, ad esempio, i bandi Nidi e TecnoNidi, pensati rispettivamente per favorire la nascita di microimprese e sostenere startup innovative in ambito tecnologico, due segmenti ritenuti strategici per il ricambio generazionale e la competitività del sistema produttivo. Particolare attenzione, inoltre, viene riservata al territorio di Taranto, per il quale proseguono senza soluzione di continuità le misure finanziate dal Just Transition Fund, il Fondo per la Transizione Giusta che prevede agevolazioni maggiorate del 10% per gli investimenti produttivi nella provincia ionica, un’area, questa, che resta al centro delle politiche di riconversione economica.
Le critiche delle opposizioni e il nodo della programmazione
Dura, come prevedibile, la reazione delle forze di opposizione in seno al Consiglio regionale. I consiglieri di Fratelli d’Italia non hanno usato mezzi termini nel commentare la sospensione, parlando di “follia totale” e di un “danno certo per centinaia di imprese” che, confidando nella vigenza dei bandi, avevano già avviato la progettazione degli interventi e pianificato investimenti, sostenendo nel frattempo costi vivi per consulenze e atti notarili. Una critica, questa, che punta il dito contro l’improvvisa retromarcia della Giunta, accusata di non aver fornito adeguati segnali di preavviso e di aver cambiato le regole in corso d’opera. Al coro delle proteste si è unito anche il consigliere Napoleone Cera, il quale ha sottolineato come il problema non sia la verifica tecnica in sé, ma l’assenza di tutele per chi aveva già impegnato risorse, preannunciando iniziative in aula per ottenere chiarimenti e possibili clausole di salvaguardia.
Description: La Regione Puglia sospende cinque bandi per imprese per eccesso di richieste: 2,6 miliardi di contributi chiesti a fronte di 1,35 disponibili. Restano attivi Nidi e fondi JTF per Taranto.




