L'Unione europea sospende i fondi a Israele, reazione di Gerusalemme
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Redazione Esteri
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L'Unione europea ha formalmente annunciato, tramite la commissaria Suica, l'interruzione del sostegno bilaterale al governo israeliano, definendolo "un segnale importante" a conferma di una politica orientata verso la pace. La misura, che si inserisce in un contesto di forti tensioni internazionali, comporta il blocco di fondi già stanziati per il periodo 2020-2024, il cui ammontare totale ammonta a 14 milioni di euro. Di questi, una parte – 4,3 milioni – risulta già essere stata contrattualizzata, mentre la fetta più consistente, pari a 9,4 milioni, non lo era ancora e viene dunque ora congelata.
La decisione, come precisato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, costituisce una risposta diretta all'operazione militare israeliana nella striscia di Gaza. "Gli orribili eventi che si verificano quotidianamente a Gaza devono cessare", ha dichiarato von der Leyen, illustrando un pacchetto di misure che, oltre alla sospensione degli aiuti, include anche la revoca di concessioni commerciali e sanzioni mirate contro quelli che sono stati definiti "ministri estremisti e coloni violenti".
La replica israeliana, affidata alle parole del ministro Sa'ar, non si è fatta attendere ed è stata di netta condanna. La raccomandazione della Commissione è stata tacciata di essere "distorta dal punto di vista morale e politico", con l'auspicio che, similmente ad episodi passati, essa non venga infine adottata in sede definitiva. Il governo israeliano ha avvertito che "eventuali provvedimenti contro Israele riceveranno risposta adeguata", aggiungendo che simili azioni finirebbero per danneggiare, in ultima analisi, gli stessi interessi europei.




