Alcaraz travolge Paul e vola ai quarti agli Us Open: "Il mio miglior tennis"
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Redazione Sport
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Carlos Alcaraz ha messo fine, se mai ce ne fosse stato bisogno, a qualsiasi residuo dubbio sulla propria condizione fisica e mentale, dimostrando con una prova di straordinaria autorità di voler difendere fino in fondo il titolo dello Us Open conquistato nel 2025. Il tennista spagnolo, numero tre del ranking Atp e seconda forza del seeding, ha liquidato in tre set l'americano Tommy Paul, numero 21 del mondo, con il punteggio di 6-4, 6-3, 6-4, in due ore e ventuno minuti di gioco.
Una vittoria, la quarta consecutiva nel torneo, che lo proietta ai quarti di finale, dove ad attenderlo ci sarà il vincitore del match tra Ben Shelton e Stefanos Tsitsipas, in un tabellone che si fa sempre più interessante e insidioso per tutti.
Ritorno al top dopo l'incubo infortunio
Il percorso di Alcaraz a Flushing Meadows è finora netto e senza sbavature, considerando che lo spagnolo non ha ancora ceduto un set agli avversari, un dato che assume un valore ancora più significativo alla luce dei quasi cinque mesi di stop forzato che lo hanno tenuto lontano dai campi da tennis.
Il problema al polso, che ne aveva condizionato l'attività nella prima parte della stagione, sembra ormai un lontano ricordo e il murciano ha ritrovato quella fluidità di colpi e quella brillantezza atletica che lo avevano reso il giocatore più temuto del circuito, tanto da spingere molti addetti ai lavori a parlare di un vero e proprio ritorno alla migliore versione di sé.
La partita contro Paul è stata una dimostrazione pratica di questo nuovo stato di grazia: il giocatore di Atlanta, pur essendo un avversario di talento e capace di esprimere un tennis offensivo di alto livello, è stato letteralmente travolto dalla potenza e dalla precisione dei colpi dello spagnolo, che ha messo in campo un repertorio variegato fatto di dritti lungolinea, smorzate di fino e palle corte che hanno mandato in tilt il sistema di gioco dell'avversario.
Le parole del campione dopo il successo
Al termine dell'incontro, Alcaraz ha commentato con soddisfazione la propria prestazione, sottolineando come quella contro Paul sia stata forse la migliore partita giocata finora in questo torneo e, più in generale, da quando è rientrato dall'infortunio. "Penso di essere riuscito a esprimere il mio miglior tennis", ha dichiarato il numero tre del mondo, che si è detto ben consapevole delle difficoltà poste da un giocatore del calibro di Tommy Paul.
"È un tennista di talento e i suoi colpi sono molto pericolosi, a volte è davvero difficile gestire la palla che ti arriva da lui", ha spiegato Alcaraz, descrivendo le insidie che si nascondono nel gioco dell'americano, capace di accelerare improvvisamente e di mettere pressione all'avversario con il suo tennis aggressivo e senza timori reverenziali. Lo spagnolo ha poi raccontato di aver preparato la sfida con grande attenzione tattica, cercando di mettere in difficoltà Paul già in risposta, un aspetto che è risultato decisivo nel corso dei tre set giocati.
Il dato statistico della partita parla chiaro: Alcaraz ha vinto una percentuale altissima di punti sulla seconda palla dell'avversario, riuscendo a scardinare la solidità del servizio di Paul e a prendere il controllo degli scambi fin dai primi colpi, senza mai concedere al rivale la possibilità di entrare in partita con continuità.
Spettacolo e personalità sul cemento newyorkese
La prestazione offerta da Alcaraz ha letteralmente conquistato il pubblico dell'Arthur Ashe Stadium, che ha potuto assistere a una vera e propria lezione di tennis da parte del campione spagnolo, capace di alternare momenti di pura potenza a giocate di altissima scuola che hanno lasciato senza parole anche il celebre attore Matthew McConaughey, presente sugli spalti per assistere allo spettacolo.
Ogni colpo di Alcaraz sembrava avere una precisione millimetrica e una profondità tale da mettere in costante difficoltà Paul, costretto a difendersi per gran parte del match e a inseguire palline che arrivavano con angoli e traiettorie proibitive. La sicurezza con cui lo spagnolo ha gestito i momenti chiave dell'incontro è un segnale importante per tutto il circuito, perché dimostra che l'infortunio al polso non ha intaccato la sua fiducia nei propri mezzi e che la voglia di vincere il secondo Us Open della carriera è intatta e più forte che mai.
L'atteggiamento in campo è stato quello di un leader, di un giocatore che non si accontenta di vincere, ma che vuole dominare gli scambi e imporre il proprio gioco dall'inizio alla fine, una mentalità che lo rende estremamente pericoloso per chiunque nel tabellone.
Quarti di finale e prospettive di un torneo aperto
Il cammino di Alcaraz si fa ora più impegnativo, con l'ostacolo dei quarti di finale che potrebbe riservare un avversario ostico come Shelton o Tsitsipas, entrambi giocatori in grado di esprimere un tennis di altissimo livello sul cemento americano e motivati dalla possibilità di compiere l'impresa contro il campione uscente.
La condizione fisica dello spagnolo, tuttavia, sembra essere in costante miglioramento, come testimoniano le quattro vittorie consecutive ottenute senza particolari affanni e con un carico di lavoro gestito in modo intelligente dallo staff che lo segue, attento a non forzare i tempi di recupero dopo il lungo stop.
La sensazione che si respira tra gli addetti ai lavori è che Alcaraz abbia ritrovato non solo la forma migliore, ma anche quella capacità di adattamento alle diverse situazioni di gioco che lo aveva reso il numero uno del mondo nel biennio precedente, una dote che gli permette di vincere anche quando non è al cento per cento delle sue possibilità.
Per gli avversari, questo rappresenta un problema non da poco: vedersela con un Alcaraz in giornata di grazia come quella contro Paul significa dover alzare il proprio livello di gioco a vette altissime, spesso irraggiungibili, e sperare che lo spagnolo abbia un calo di concentrazione o di energie, una speranza che finora si è rivelata vana.
Il torneo di New York, che ha già regalato sorprese e colpi di scena nei turni precedenti, si prepara a vivere una settimana di fuoco, con Alcaraz che si candida sempre più come favorito indiscusso per la conquista del titolo, anche se il cammino verso la finale è ancora lungo e irto di insidie.
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