Cambia la norma Renzi, no agli aumenti dei pedaggi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte di lavori in Commissione Bilancio alla Camera ha portato all'approvazione di numerosi emendamenti alla legge di Bilancio, molti dei quali al centro di intense discussioni politiche. Tra le misure modificate, non solo quella sulle indennità dei ministri non parlamentari, ma anche la cosiddetta norma "Renzi". La nuova formulazione della norma sul divieto di ricevere compensi da soggetti extra-UE durante il mandato parlamentare o governativo è stata oggetto di feroci critiche. Il divieto dei compensi esteri, esclusi i membri del governo, è stato riformulato: un emendamento dei relatori alla manovra esclude i componenti del governo, introduce il vincolo di un'autorizzazione e fissa un tetto ai compensi. La norma riguarda solo presidenti di Regione e delle province autonome di Trento e Bolzano e i parlamentari, fatta eccezione per coloro che sono stati eletti all'estero: non potranno "accettare, durante il proprio mandato, contributi, prestazioni, controprestazioni o altre utilità erogati, direttamente o indirettamente, da parte di soggetti pubblici o privati, anche mediante interposizione di persona o di società o enti, non aventi sede legale e operativa" nell'UE o nei paesi dello spazio economico europeo.

La modifica della norma "anti-Renzi" ha suscitato una serie di reazioni contrastanti all'interno della maggioranza. Il Movimento 5 Stelle ha cercato di mettere alla prova la serietà della stretta imposta ai parlamentari, mentre Forza Italia ha espresso preoccupazioni riguardo alla possibile limitazione delle libertà individuali dei politici. La norma, nella sua nuova formulazione, esclude i membri del governo dal divieto di percepire compensi per incarichi da paesi extra UE, mantenendo il divieto solo per i presidenti di Regione e delle Province autonome di Trento e Bolzano, oltre che per i parlamentari, fatta eccezione per coloro che sono stati eletti all'estero.

Secondo quanto prevede il testo, presidenti e parlamentari "non possono accettare, durante il proprio mandato, contributi, prestazioni, controprestazioni o altre utilità erogati direttamente o indirettamente da parte di soggetti pubblici o privati, anche mediante interposizione di persona o di società o enti, non aventi sede legale e operativa nell'Unione Europea o nei paesi aderenti allo spazio economico europeo". La norma, che inizialmente includeva anche i membri del governo, è stata riformulata per escluderli, introducendo invece un vincolo di autorizzazione e un tetto ai compensi.

La modifica della norma "anti-Renzi" rappresenta un compromesso tra le diverse forze politiche, cercando di bilanciare la necessità di trasparenza e integrità dei politici con la tutela delle loro libertà individuali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.