Donzelli rinfresca la memoria all’opposizione: "Dimenticano le liti dei loro governi"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Giovanni Donzelli, intervenendo sulle polemiche relative all’emendamento sui pedaggi autostradali – poi ritirato – ha accusato l’opposizione di «dimenticare le liti quotidiane che caratterizzavano i loro governi», attaccandosi invece a un provvedimento che, a suo dire, è stato ingigantito oltre misura. «Uno starnuto ormai sembra un tornado», ha affermato con una metafora che sintetizza la sua visione delle critiche ricevute.
Il riferimento è alle tensioni emerse in maggioranza dopo la proposta di aumentare le tariffe autostradali, inserita in un emendamento al decreto Infrastrutture. Una misura che, sebbene ritirata, aveva riacceso le dispute tra gli alleati, dimostrando ancora una volta quanto sia fragile l’equilibrio di governo. «Con il governo Meloni, grazie alla sua capacità, a quella dei ministri, dei leader e dei parlamentari, non c’è stato un voto che abbia messo in discussione la stabilità», ha aggiunto Donzelli, sottolineando la coesione dell’esecutivo rispetto a passate legislature.
Eppure, nonostante le rassicurazioni, l’aumento dei pedaggi – entrato in vigore lo scorso gennaio – continua a essere un tema caldo. Le tariffe sulle principali autostrade sono state riviste al rialzo, con un impatto diretto sui cittadini, già alle prese con un carovita persistente. Una decisione che ha riportato in auge lo spettro del «partito delle tasse», come lo hanno definito alcuni osservatori, e che ha costretto la Lega a un rapido dietrofront.
Elisa Montemagni, deputata del Carroccio, ha annunciato il ritiro della firma dall’emendamento, seguendo quella che ha definito una «saggia indicazione» di Matteo Salvini. Una mossa che, però, non ha evitato nuove tensioni, soprattutto in vista del dibattito sullo ius scholae, altro nodo che rischia di riaccendere gli scontri tra i partiti di maggioranza.




