Donzelli: "Sulla strage di Bologna, ci riconosciamo nelle parole di Mattarella"
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Redazione Interno
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Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile nazionale dell’organizzazione del partito, ha respinto con fermezza le critiche rivolte al governo in occasione delle commemorazioni per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. In un’intervista a La Stampa, ha definito «sciacalli» coloro che, a suo dire, strumentalizzano la tragedia per fini politici, affermando che il governo Meloni «si riconosce nelle parole del presidente Mattarella».
Quanto all’evento organizzato venerdì scorso a Ostia, Donzelli ha precisato che si è trattato di un appuntamento «istituzionale, non elettorale», sottolineando come iniziative simili siano state promosse anche in altre regioni, «a prescindere dal colore politico». Un esempio? «Nella Campania di De Luca – ha ricordato – il governo ha presentato i fondi sociali assieme a lui».
Sul tema della memoria, il parlamentare ha ribadito l’impegno del partito nel contrastare quelle che ha definito «fake news», puntando invece su progetti concreti per le nuove generazioni. «Un archivio della memoria è in via di realizzazione, insieme a un museo e a percorsi urbani», ha spiegato, citando il lavoro di storici come Cinzia Venturoli, da anni al fianco dell’Associazione vittime del 2 agosto. «Il nostro compito – ha detto Venturoli – è preservare le fonti, mentre i giovani entrati nel direttivo saranno fondamentali per rinnovare la memoria».
Donzelli ha poi voluto sgombrare il campo da qualsiasi collegamento tra la strage e l’attuale esecutivo: «Chi prova a legare queste vicende al governo Meloni dimentica che molti di noi, all’epoca, non avevano neanche l’età per prendere un treno da soli». Una presa di distanza netta, che segna una differenza rispetto ad alcune posizioni del passato, anche se il riferimento alla matrice neofascista dell’attentato – su cui la magistratura si è espressa – è rimasto assente.




