Donzelli: "A Bologna la verità è nelle sentenze, no ai legami con chi governa"
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Redazione Interno
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«Chi cerca di collegare queste vicende al governo Meloni dimentica che molti di noi, all’epoca, non avevano neppure l’età per prendere un treno da soli». Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, replica così alle polemiche seguite alle commemorazioni per la strage del 2 agosto 1980, ribadendo che il partito «si riconosce nelle parole di Mattarella». Le sue dichiarazioni, rilasciate a La Stampa, arrivano mentre crescono le tensioni sull’accesso agli archivi relativi agli anni di piombo, tema su cui lo stesso governo aveva promesso trasparenza.
Due interrogazioni del Pd e una denuncia del M5S hanno portato alla luce un ostacolo inaspettato: gli Archivi di Stato, secondo quanto emerso, stanno bloccando persino la consultazione delle sentenze già emesse. Al centro delle critiche c’è una circolare del 12 giugno 2024, firmata dal direttore generale, che di fatto limita l’accesso ai documenti. Una contraddizione palese rispetto alle rassicurazioni della premier Giorgia Meloni, che in occasione dell’anniversario aveva garantito la massima apertura.
Intanto, a Bologna, il sindaco Matteo Lepore non ha usato mezzi termini: «Hanno paura della verità, soprattutto dei legami con il Msi». La sua reazione è stata provocata dalle parole della ministra Anna Maria Bernini, che aveva definito «un comiziaccio politico» l’intervento di Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime. Lepore ha accusato la ministra di aver trasformato la commemorazione in uno «show», distogliendo l’attenzione dai fatti accertati dalle sentenze.
Bernini, da parte sua, ha rincarato la dose durante gli Stati generali del Mezzogiorno, organizzati da Forza Italia: «Quello a cui ho assistito non era un omaggio alle vittime, ma un comizio». E ha aggiunto, con tono polemico: «Ho sentito poco onorare i morti e molto fare politica». La domanda, rivolta ai colleghi di governo, è stata se in futuro avrebbe avuto «il permesso di alzarsi e andarsene».




