Auci: «Lampedusa sola in prima linea, il Nobel lo merita da tempo. Riempiamola di libri e maestri»
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Redazione Interno
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Da siciliana, Stefania Auci prova un senso di continuo sbigottimento: «Ogni volta che penso a Lampedusa non mi faccio una ragione di come un’isola così piccola sia rimasta da sola a affrontare una crisi - che poi non è una crisi, è una condizione ormai - per un tempo così lungo». La scrittrice, celebre autrice della saga dei Florio, sostiene con convinzione la proposta di un Nobel per la Pace all'isola, sottolineando come i lampedusani abbiano trasformato il loro lembo di terra nell'avamposto di un sistema costruito sulla buona volontà, una cosa unica al mondo.
Il giorno dopo la visita di Papa Leone
A Lampedusa resta un grande richiamo, un messaggio che va ben oltre la zattera su cui vivono accogliendo e soccorrendo chi ha bisogno. Il sindaco Filippo Mannino, eletto nel 2022 con una lista civica dopo l'esperienza nel Movimento 5 Stelle, descrive così l'eredità della visita pastorale del 4 luglio: «Un messaggio a chi governa l'Europa, ai potenti del mondo. Perché parole e gesti di chi amministra si riempiano di cuore. Perché siano più umani», ha dichiarato Mannino, che aveva scritto al Pontefice dopo uno sbarco con 23 morti.
Il cimitero dei naufraghi e il sacrificio dei senza nome
Il viaggio di Papa Leone XIV è cominciato laddove la memoria si fa più dolorosa: il cimitero di Cala Pisana, dove un fazzoletto di terra puntellato da croci fatte con il legno dei barconi alla deriva custodisce i resti di chi non ce l'ha fatta. L'attivista eritreo Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre nato dopo la strage del 3 ottobre 2013 quando persero la vita 368 persone, ha descritto la differenza tra il cimitero degli isolani e l'angolo dedicato ai migranti: «È come se fossero due mondi che non si incontrano neanche da morti».
Per la maggior parte di queste persone manca il nome, la data di nascita, la provenienza; tra le poche eccezioni, la tomba di Youssef Ali Kanneh, un bambino di meno di 7 mesi morto l'11 novembre 2020, che ha una fotografia. «Almeno lui ha un volto. Ma di tantissimi non sappiamo», ha aggiunto Brhane, che da anni si batte per restituire dignità a queste vittime dimenticate.
Il Papa si è inginocchiato in preghiera davanti a queste tombe, deponendo una corona di fiori bianchi e gialli in un gesto che l'attivista ha definito di importanza fondamentale: «Per un leader così importante non è semplice. Siamo molto grati per questo gesto con tutto il cuore».
Il faro di Lampedusa e le parole del Pontefice
Nel suo discorso di benvenuto, il sindaco Mannino ha consegnato al Papa un faro realizzato con il legno recuperato dai barconi, un'opera simbolo dell'accoglienza universale: «Questa è la luce del nostro faro, che non fa rumore. Non giudica. Non sceglie chi illuminare. Resta acceso nella notte, indica una via, accompagna chi cerca una riva, ricorda che nessuno dovrebbe sentirsi perduto nel buio».
Durante l'omelia della messa conclusiva al campo sportivo Arena, alla presenza di quattromila fedeli, Leone XIV ha attualizzato la parabola del Buon Samaritano, lanciando un messaggio inequivocabile: «I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate». Il Pontefice ha denunciato il disinteresse per il bene comune, la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui.
Il sostegno logistico e la macchina organizzativa
Dietro il successo dell'evento, che ha richiamato migliaia di fedeli, si è mosso un articolato dispositivo organizzativo e di sicurezza. Tra le realtà impegnate nel supporto ha operato il Raggruppamento Nazionale Radiocomunicazioni di Emergenza, attivato dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile insieme alla FIR CB, per garantire la continuità delle telecomunicazioni in tutte le fasi della visita.
I volontari hanno realizzato e gestito l'infrastruttura dedicata alle comunicazioni, assicurando la piena operatività dei collegamenti Internet via satellite, della telefonia VoIP e delle reti radio a supporto del coordinamento tra le diverse componenti impegnate sul campo. Un sistema che ha funzionato senza criticità, contribuendo in maniera determinante al regolare svolgimento delle attività operative.
Quella di Lampedusa rappresenta la terza importante collaborazione tra il RNRE e il Dipartimento della Protezione Civile nell'ambito degli eventi legati al Santo Padre, dopo le esequie di Papa Francesco e la cerimonia di intronizzazione di Leone XIV.




