Djokovic critica il sistema antidoping

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel giorno della finale stellare dell'ATP 500 di Pechino, che ha visto Jannik Sinner e Carlos Alcaraz contendersi il titolo in una battaglia epica conclusasi con la vittoria dello spagnolo al tie-break del terzo set, Novak Djokovic ha tenuto una conferenza stampa a Shanghai, dove si prepara a fare il suo ritorno nel Masters 1000. Il campione serbo, quattro volte vincitore di questo torneo, ha espresso dure critiche verso il sistema antidoping, definendolo inefficace e incoerente.

Djokovic, che tornerà in campo dopo l'eliminazione al terzo turno dello US Open contro Alexei Popyrin, ha sottolineato come il caso di Jannik Sinner, recentemente prosciolto dall'accusa di doping dalla International Tennis Integrity Agency (ITIA), abbia messo in luce le falle del sistema. La WADA, infatti, ha presentato ricorso alla Corte Arbitrale dello Sport di Losanna, contestando la decisione dell'ITIA e riaccendendo il dibattito sulla gestione dei casi di doping nel tennis.

Durante la conferenza stampa, Djokovic ha dichiarato che "è abbastanza ovvio che abbiamo un sistema che non funziona bene, se ne stanno accorgendo anche le persone che non seguono il tennis". Il serbo ha evidenziato le troppe incoerenze e la presenza di numerosi organi di governo coinvolti, che complicano ulteriormente la situazione. Secondo Djokovic, il caso Sinner non sta aiutando il mondo del tennis, anzi, sta contribuendo a mettere in evidenza le problematiche esistenti.

L'ex arbitro del TAS, Angelo Cascella, ha commentato che per punire Sinner non sarà necessario dimostrare la malafede del tennista, ma che il giovane atleta avrà comunque molti strumenti per difendersi.

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