Djokovic critica il sistema antidoping nel tennis

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alla vigilia del suo ritorno in campo al torneo ATP 250 di Brisbane, Novak Djokovic non ha risparmiato critiche al mondo del tennis per la gestione dei recenti casi di doping. Al centro delle sue parole, la vicenda di Jannik Sinner, attuale numero uno del ranking, e il trattamento diverso riservato ad altri giocatori coinvolti in situazioni simili. Djokovic, che il prossimo mese agli Australian Open cercherà il 25° Slam della carriera, ha espresso il suo disappunto per la mancanza di trasparenza sul caso Clostebol che ha coinvolto Sinner: "Non metto in discussione se la sostanza sia stata assunta intenzionalmente o meno. Sinner è innocente, ma tutto molto frustrante".

Il campione serbo ha dichiarato di conoscere Sinner da quando era un ragazzo e di non credere che abbia assunto sostanze proibite intenzionalmente. Tuttavia, Djokovic ha sottolineato la frustrazione derivante dal fatto che lui e molti altri tennisti siano stati tenuti all'oscuro per mesi riguardo a questa vicenda. Tornando sul caso Clostebol, Djokovic ha aggiunto di avere dubbi su come funzioni il sistema antidoping e perché ci siano tennisti trattati diversamente da altri. Il problema, secondo il 37enne serbo, risiede nella discrepanza nel sistema in termini di trasparenza.

Durante la conferenza stampa a Brisbane, Djokovic ha espresso la sua opinione sui casi di sospensione per doping nel tennis, sostenendo di avere l'impressione che giocatori di alto livello come Jannik Sinner e Iga Swiatek siano trattati in modo diverso da quelli più in basso nella classifica. Kyrgios, che sta preparando il suo grande ritorno, non ha smesso di prendere di mira Jannik Sinner per il caso Clostebol. "L'integrità del tennis in questo momento è a rischio e tutti lo sanno, ma nessuno ne vuole parlare, è orribile. In realtà è orribile e non va bene. So che alla gente non piace quando parlo delle cose, quando sono onesto sulle cose. Per un bambino cresciuto giocando a tennis è una cosa terribile, a me piaceva la competizione, mi piaceva giocare".

Djokovic ha concluso ribadendo la sua fiducia nell'innocenza di Sinner, ma ha criticato duramente il sistema antidoping per la sua mancanza di trasparenza e per il trattamento iniquo riservato ai giocatori.

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