Djokovic difende Sinner, "Ingiusto il trattamento riservato"
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Redazione Sport
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Novak Djokovic, durante una conferenza stampa a Brisbane, ha espresso il suo sostegno a Jannik Sinner, coinvolto in un caso di doping legato al Clostebol. Il campione serbo, che conosce Sinner da quando era un ragazzo, ha dichiarato di non credere che il giovane tennista abbia assunto sostanze proibite intenzionalmente. Tuttavia, Djokovic ha criticato duramente il sistema antidoping, sottolineando la mancanza di trasparenza e la disparità di trattamento tra i giocatori.
Il caso Clostebol, che ha tenuto Sinner lontano dai campi per cinque mesi, ha sollevato numerosi dubbi sulla gestione delle sospensioni per doping nel tennis. Djokovic ha evidenziato come lui e molti altri tennisti siano stati tenuti all'oscuro delle indagini, esprimendo frustrazione per la mancanza di informazioni. "È frustrante pensare che io e tanti altri tennisti siamo stati tenuti all’oscuro per mesi", ha affermato Djokovic, aggiungendo che la discrepanza nel sistema in termini di trasparenza è un problema serio.
Il serbo ha anche messo in discussione il trattamento riservato ai tennisti di alto livello rispetto a quelli meno noti, citando come esempio Sinner e Iga Swiatek. Secondo Djokovic, la gestione dei casi di doping dovrebbe essere uniforme e trasparente per tutti i giocatori, indipendentemente dalla loro posizione in classifica. "Ho dubbi su come funzioni il sistema antidoping e perché ci siano tennisti trattati diversamente da altri", ha sottolineato il 37enne.
La vicenda ha suscitato reazioni anche da parte di altri tennisti, tra cui Nick Kyrgios, che ha criticato apertamente la gestione del caso Sinner. Kyrgios, noto per le sue dichiarazioni schiette, ha affermato che l'integrità del tennis è a rischio e che è necessario affrontare il problema con maggiore serietà.




