Primo maggio con Lievito tra scienza, libri, musica e cinema

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Chi ha deciso di trascorrere il Primo maggio in città avrà l’opportunità di immergersi in una giornata ricca di stimoli grazie a Lievito, una rassegna che unisce scienza, letteratura, musica e cinema in un programma articolato, pensato per chi cerca cultura e condivisione. Non mancheranno incontri con autori, momenti musicali e, a chiudere la serata, un’anteprima cinematografica d’autore alla presenza dei protagonisti, un’occasione rara per vivere da vicino l’emozione del grande schermo.

"Una figlia", il film che scuote come "Adolescence": il dramma di padre e figlia

Sopportare il dolore e resistere: è questo il destino di lei. Fuggire, per poi comprendere: quello di lui. Espiare e ricostruire, infine, potrebbe essere il punto d’incontro in cui i due, prima o poi, si ritroveranno. Una figlia, il nuovo film di Ivano De Matteo – al cinema dal 24 aprile – racconta con crudo realismo la frattura tra un padre e una figlia, interpretati da Stefano Accorsi e Ginevra Francesconi, in una storia che, come Adolescence ha fatto per il pubblico anglosassone, potrebbe diventare un punto di riferimento per riflettere sul disagio generazionale in Italia.

Liberamente ispirato al libro Qualunque cosa accada di Ciro Noja, il film non si limita a mostrare la distanza tra genitori e figli, ma la esplora con una profondità che costringe lo spettatore a interrogarsi su quanto un legame familiare possa resistere alle prove più dure. Senza rivelare troppo della trama, la domanda che rimane sospesa è se un genitore possa davvero smettere di esserlo, anche di fronte all’irrimediabile.

Dopo lo choc provocato da Adolescence, la serie Netflix che ha portato sullo schermo le conseguenze di un omicidio commesso da un adolescente, Una figlia spinge ancora più in là il confine, mostrando un rapporto lacerato in cui ogni gesto, ogni silenzio, diventa una ferita aperta. De Matteo, già regista di I nostri ragazzi e Mia, conferma la sua attenzione per le storie di giovani in crisi, raccontandole con una sensibilità che evita il melodramma ma non le emozioni forti.

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