Brennero, il 30 maggio la protesta ambientalista paralizza l’asse alpino: divieti e deviazioni in arrivo
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Redazione Interno
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L’allarme, per quanto preventivo, ha ormai i contorni di una certezza operativa. La Protezione civile del Trentino, come reso noto al termine di un incontro convocato dal commissario del Governo Isabella Fusiello, attiverà la Sala operativa provinciale (Sop) nella giornata di sabato 30 maggio, una decisione, quest’ultima, formalizzata dal dirigente generale Stefano Fait per far fronte alle “significative limitazioni alla viabilità” lungo il corridoio del Brennero.
Sul piatto, infatti, c’è una grande manifestazione di matrice ambientalista – programmata presso lo svincolo di Matrei am Brenner, in territorio austriaco – che imporrà un vero e proprio stop al traffico, costringendo le autorità italiane a mettere in campo un dispositivo straordinario per la gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza stradale. I riflessi sul versante italiano saranno pesanti, e lo scenario che si prospetta per gli automobilisti – così come per gli autotrasportatori – è quello di una giornata definita senza mezzi termini “da incubo” dagli operatori del settore.
Chiusure e divieti: cosa cambia sull’A22
L’arteria principale, l’autostrada A22 del Brennero, subirà un’interdizione totale in prossimità del confine. Sulla base delle disposizioni concordate, il tratto compreso tra il casello di Vipiteno e il valico sarà chiuso al traffico – e si badi bene, non solo per i mezzi pesanti ma anche per auto e moto – a partire dalle 10:30 fino alle 19:00, sebbene qualche fonte ipotizzi un prolungamento del blocco fino alle 20:00 in caso di code残留.
Per i mezzi pesanti adibiti al trasporto merci con massa superiore a 7,5 tonnellate, la stretta sarà ancora più dura: il divieto di circolazione scatterà già dalle prime ore del mattino. In Trentino, il transito per questi veicoli sull’A22 in direzione nord sarà precluso dalle 6:00 alle 20:00, mentre sulla viabilità extraurbana provinciale il muro si alzerà dalle 7:00 alle 20:00.
Le uniche eccezioni – lo si legge nelle ordinanze – riguarderanno i mezzi di soccorso, le forze dell’ordine, la Protezione civile e quei camion che trasportano generi alimentari deperibili, bestiame o carburanti, purché muniti di adeguata documentazione e a patto che non siano diretti al valico del Brennero.
La sfida della mobilità e il peso economico
La portata dell’evento, va detto, non è solo logistica ma anche economica, e il direttore tecnico generale di Autobrennero, Carlo Costa, lo ha ricordato con dati alla mano: “È il principale asse di collegamento tra Italia e Nord Europa – ha sottolineato – e vi passa oltre il 10% dell’import-export nazionale”. Un’interruzione, anche se limitata a poche ore in un solo giorno, rischia di avere ripercussioni a cascata sul turismo e sul commercio del Trentino-Alto Adige, in un fine settimana che tradizionalmente segna l’avvio della stagione estiva.
Per cercare di arginare il caos, è stato attivato un itinerario alternativo denominato “Corvette”. Le autorità tedesche e austriache hanno infatti predisposto una maxi-deviazione che, invece dei canonici 380 chilometri da Verona a Rosenheim, ne impone 480 passando per il corridor di Tarvisio e Salisburgo. Un percorso, quest’ultimo, che rimane sconsigliato per il traffico leggero ma è l’unica strada percorribile per i mezzi pesanti, per i quali l’attraversamento della Val Venosta e del passo Resia è stato giudicato impraticabile.
L’organizzazione della macchina dei soccorsi
Non sarà lasciato nulla al caso, a giudicare dalla mole di provvedimenti messi in campo. Oltre all’istituzione dell’uscita obbligatoria a Vipiteno, le prefetture hanno previsto un meccanismo di “chiusura anticipata” per scongiurare l’effetto imbuto: qualora si verifichino congestioni eccezionali, lo stop allo scorrimento veicolare potrebbe venire anticipato e arretrato fino agli svincoli di Bressanone, Chiusa o addirittura Bolzano.
Le associazioni di categoria del settore turistico e commerciale, nel frattempo, sono state convocate per pianificare le soste e i percorsi alternativi. E se è vero che qualche cancellazione è stata registrata negli alberghi dell’Alto Adige, il presidente dell’Unione albergatori altoatesini, Klaus Berger, ha confermato al quotidiano “Dolomiten” che la maggior parte degli ospiti ha preferito spostare le prenotazioni al giorno prima o a quello dopo, oppure mettersi in viaggio nel cuore della notte tra il 29 e il 30 maggio, pur di non rinunciare alla vacanza.




