Il passo del Brennero va in tilt, paralisi totale del traffico per la protesta ambientalista in Tirolo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sarà un sabato di fuoco, quello del 30 maggio, per chiunque abbia in programma di valicare le Alpi. La prevista manifestazione ambientalista – indetta dal sindaco di Gries am Brenner per protestare contro il traffico di mezzi pesanti che soffoca le valli tirolesi – costringerà le autorità a chiudere completamente l’asse autostradale del Brennero.

Un blocco che, piombando proprio nel cuore del ponte del 2 giugno, rischia di trasformare l’esodo verso Nord e Sud in un vero e proprio calvario, con l’Anas che ha già stimato circa 45 milioni di veicoli in transito sulla rete nazionale. Le avvisaglie, pesanti, si sono viste già venerdì mattina, quando colonne di auto sono scese dall’Austria per giocare d’anticipo sull’attesa maxi-deviazione verso Tarvisio.

Gli orari del blocco: dalle 7 per i tir, dalle 10.30 per le auto

La paralisi non sarà simultanea, ma seguirà una precisa progressione oraria volta a gestire il traffico prima della chiusura totale. In territorio austriaco, l’autostrada A13 e la statale B182 rimarranno interdette a tutti i veicoli dalle 11 alle 19, mentre per i mezzi pesanti (oltre le 7,5 tonnellate) la sosta forzata scatterà già dalle 9.

Sul versante italiano – dove la preoccupazione è massima, tanto che il direttore generale di Autobrennero Carlo Costa ha parlato apertamente del rischio di una “catastrofe totale” – l’A22 in direzione nord sarà sbarrata a partire dal casello di Vipiteno dalle 10.30 fino alle 20. Per i tir, invece, il divieto di circolazione entrerà in vigore molto prima, dalle 7 del mattino, con l’obbligo di uscita anticipata che scatterà già dalle 6 nel tratto veronese per evitare l’accumulo di mezzi in coda.

Le reazioni della politica: Binelli e la Lega attaccano la protesta “assurda”

Mentre la Protezione civile si prepara a gestire l’emergenza e oltre cento pattuglie della polizia stradale vengono schierate lungo le direttrici alternative, il fronte politico alza il tono contro la mobilitazione. Questa mattina a Bolzano, la Lega ha riunito i suoi rappresentanti per chiedere un intervento immediato delle istituzioni, nella speranza di limitare la durata del blocco.

Il segretario del partito in Trentino, Diego Binelli, ha sottolineato come il passo rappresenti il principale asse di collegamento tra Italia e Nord Europa, paventando “pesanti ripercussioni, con grandi disagi logistici ed economici per il Trentino”, sia nel comparto turistico che in quello dell’autotrasporto.

Il capodelegazione al Parlamento europeo, Paolo Borchia, ha definito la protesta “assurda e irresponsabile”, rimarcando come le restrizioni unilaterali del Tirolo siano un problema annoso su cui ora la Corte di Giustizia Europea è chiamata a pronunciarsi in autunno.

Le deroghe e le alternative: il viaggio è sconsigliato, meglio Tarvisio

Non si salverà nessuno, o quasi. Le chiusure previste sono drastiche e prevedono poche, strettissime eccezioni. Potranno circolare solo i mezzi di emergenza (soccorso, forze dell’ordine e protezione civile), i veicoli diretti alle stazioni di carico del trasporto combinato strada-ferrovia e, per quanto riguarda i tir, quelli che trasportano merci deperibili, animali vivi o carburanti. Per tutti gli altri, l’unica raccomandazione è quella di non mettersi in viaggio.

Le autorità suggeriscono, a chi proprio non potesse rimandare l’attraversamento del confine, di optare per la lunga deviazione attraverso il Friuli-Venezia Giulia, utilizzando l’autostrada A23 e il valico del Tarvisio, unico varco ancora teoricamente percorribile. Chi invece resterà imprigionato nella morsa delle code – che si preannunciano bibliche – farebbe bene a portare con sé acqua e cibo, perché l’attesa potrebbe durare molto più del semplice orario di blocco ufficiale.

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