Il drone russo a Galati e la strategia della tensione: Putin gioca al “non so, non vedo” mentre la Nato valuta il danno

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un condominio squarciato nel cuore della notte, due feriti – tra cui una donna e un minore – e la solidissima certezza, almeno per Bucarest e per l’Alleanza Atlantica, che si tratti di un velivolo senza pilota di fabbricazione russa. È accaduto a Galati, nella Romania sud-orientale, una città che sorge sulla triplice frontiera tra il paese membro dell’Unione Europea, l’Ucraina e la Moldova. vaticannews +1

L’episodio, verificatosi mentre dall’altra parte del confine andava in scena un massiccio raid di Mosca contro le infrastrutture portuali di Izmail, rappresenta un salto di qualità nella tensione che da mesi serpeggia lungo il fianco orientale della Nato: per la prima volta, infatti, un attacco russo (o ciò che tale si presume) colpisce un’area densamente popolata di un paese alleato, ferendo civili e danneggiando un edificio residenziale. lastampa +1

Fino a ieri, i ritrovamenti di frammenti di droni in zone remote o scarsamente abitate erano stati liquidati come “effetti collaterali” della guerra; stavolta, invece, il bersaglio è stato un palazzo di dieci piani, e la risposta diplomatica di Bucarest non si è fatta attendere. lastampa +1

I minuti contati dell’esercito romeno e la replica del Cremlino

Le forze armate romene – lo ha spiegato il generale Gheorghe Maxim del Comando delle Forze Congiunte – hanno avuto a disposizione appena quattro minuti per intercettare il drone, un lasso di tempo ritenuto “estremamente breve” per neutralizzarlo senza mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini.

La decisione di non abbatterlo, avallata dal presidente Nicusor Dan, è stata dunque una scelta obbligata per evitare che detriti o schegge piovessero sulla città causando una strage. vaticannews +1

Non è mancata, tuttavia, la reazione a caldo di Vladimir Putin, il quale – parlando da Astana, in Kazakistan – ha gettato acqua sul fuoco con la consueta ambiguità del suo lessico: “Nessuno può dire da dove provenga un velivolo se non dopo una perizia approfondita”, ha dichiarato, aggiungendo provocatoriamente che i rottami andrebbero consegnati alla Russia per un’indagine obiettiva. lastampa +1

Una presa di posizione, quella del Cremlino, che Mosca ha ribadito per bocca della portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, definendo le accuse “prive di fondamento” e insinuando – senza offrire prove – che possa essersi trattato di un drone ucraino fuori rotta. vaticannews +1

Reazioni politiche e contromisure: l’espulsione del console

La pazienza di Bucarest, evidentemente, si è esaurita. Il presidente Nicusor Dan non solo ha convocato d’urgenza il Consiglio Supremo di Difesa, ma ha anche disposto l’espulsione del console generale russo a Costanza (la città affacciata sul Mar Nero) e la chiusura immediata della rappresentanza consolare.

Una scelta che la diplomazia russa ha prontamente definito “inaccettabile”, minacciando ritorsioni simmetriche. vaticannews +1

Sul fronte politico, il coro di condanne è stato trasversale: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha parlato di un “limite superato”, mentre la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha definito l’accaduto un “atto gravissimo” che mette a rischio l’intera sicurezza europea.

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha assunto un tono solenne, ribadendo che l’Alleanza è “pronta a difendere ogni centimetro del territorio alleato”, senza però menzionare esplicitamente l’articolo 5 del Trattato (quello sulla difesa collettiva). vaticannews +1

L’altra faccia della medaglia: i droni ucraini su Taganrog

Mentre il mondo guardava con apprensione alle fiamme divampate sul tetto del palazzo di Galati, il fronte orientale del conflitto non conosceva tregua.

Nella notte tra venerdì e sabato, secondo quanto riportato da canali Telegram russi e confermato parzialmente dalle autorità locali, l’esercito ucraino ha messo a segno una serie di attacchi con droni su larga scala contro infrastrutture petrolifere nella città di Taganrog, situata nell’oblast di Rostov. vaticannews +1

Il governatore regionale, Yuri Slusar, ha parlato di un serbatoio di carburante andato a fuoco, di una petroliera danneggiata e di un edificio amministrativo colpito nel porto, con due feriti registrati a terra.

Kiev, da parte sua, ha rivendicato l’operazione come parte di una strategia di “sanzioni a lungo raggio” volta a colpire la logistica militare russa, con il presidente Zelensky che ha promesso di continuare a “riportare la guerra a casa di chi l’ha iniziata”. lastampa +1

Immagini diffuse sui social mostrano colonne di fumo nero alzarsi dagli impianti di carico del molo, a riprova che, se Mosca cerca di colpire il cuore logistico dell’Ucraina sul Danubio, Kiev risponde colpendo le arterie energetiche del nemico. lastampa +1

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