Sciopero confermato, Landini e Bombardieri contro la manovra del governo
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Redazione Interno
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Maurizio Landini, leader della Cgil, ha confermato lo sciopero generale del 29 novembre, definendo la legge di bilancio proposta dal governo come "pessima" e incapace di garantire un futuro al Paese. Dopo un lungo incontro a Palazzo Chigi, durato quasi sei ore, le posizioni dei sindacati sono rimaste invariate, con Cgil e Uil che hanno deciso di proseguire con la protesta, mentre la Cisl ha espresso apprezzamento per la manovra, avendo visto accolte molte delle sue proposte.
Landini, lasciando Palazzo Chigi, ha ribadito che le ragioni dello sciopero sono assolutamente confermate, nonostante il governo abbia mostrato disponibilità a discutere della detassazione degli aumenti contrattuali. Tuttavia, secondo Landini, non c'è stata apertura da parte del governo su temi cruciali come il fisco e la sanità. Anche PierPaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, ha confermato lo sciopero, sottolineando che, nonostante il lungo confronto, il governo ha mantenuto le sue decisioni senza accogliere le richieste dei sindacati.
Durante l'incontro, il premier Giorgia Meloni ha cercato di stemperare la tensione con qualche battuta, ma senza successo. I regali di Landini e Bombardieri, rispettivamente un libro di Albert Camus e una calcolatrice, non hanno contribuito a migliorare il clima del confronto. Meloni ha scherzato sul libro, "L'uomo in rivolta", dicendo che il ministro Giuli aveva preso spunto da esso per una sua valutazione, ma ha escluso che Landini fosse un evoliano.
Nonostante il governo abbia riconosciuto di aver investito più risorse nella sanità rispetto ai precedenti esecutivi, il rapporto al Pil rimane invariato, secondo i sindacati.




