Clizia Incorvaia ripercorre la tormentata storia con Francesco Sarcina: "Prosciolta, ora ho dignità"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In una delle sue rare e sentite apparizioni televisive, Clizia Incorvaia ha scelto il salotto di "Verissimo" per parlare, a distanza di tempo, della complessa vicenda giudiziaria e personale che l'ha vista opposta all'ex marito, Francesco Sarcina. La modella e attrice, i cui toni pacati nascondono una ferita ancora aperta, ha posto l'accento sul peso dell'accusa infondata che per mesi l'ha accompagnata: quella, avanzata dal frontman de Le Vibrazioni, di aver sfruttato l'immagine della figlia minore, Nina, sui social network a scopo di lucro. Una denuncia, questa, dalla quale è stata pienamente assolta lo scorso gennaio, fatto che lei ha definito non una semplice vittoria legale ma un'essenziale restituzione di dignità nel suo ruolo di madre.
Il racconto di un rapporto conflittuale
Il prosieguo del colloquio con Silvia Toffanin ha inevitabilmente sconfinato, seppur con un pudore dettato dalla protezione della piccola, nel clima pesante che avrebbe caratterizzato gli ultimi tempi del matrimonio e la successiva separazione. Senza scendere in dettagli espliciti, ma lasciando intendere molto, Clizia Incorvaia ha accennato a violenze fisiche subite, cose che – ha spiegato – preferisce omettere per il bene supremo della figlia. Ha però rivelato episodi di una quotidianità stravolta dalla conflittualità, come quello, agghiacciante nella sua concretezza, in cui Sarcina avrebbe dato alle fiamme, in seguito a liti, più di sessanta paia delle sue scarpe. Un gesto distruttivo che va ben al di là del simbolico, dipingendo il quadro di una relazione ormai irrimediabilmente compromessa.
Oltre la battaglia legale, il dolore personale
Il percorso della coppia, unita in matrimonio dal 2015 al 2018, è stato segnato anche da un evento tragico, che Clizia Incorvaia ha ricordato con un dolore mai sopito. Riferendosi a un periodo particolarmente difficile, ha raccontato di aver subìto un aborto mentre si trovava su un treno, proprio nel momento in cui stava accompagnando la piccola Nina a un incontro con il padre. Un dettaglio personale e lacerante, che aggiunge ulteriori tasselli a una storia già carica di tensione e sofferenza, e che mostra come le conseguenze di una rottura difficile si riverberino in ogni ambito dell'esistenza, toccando anche le corde più intime e delicate.
La verità giudiziaria come punto di ripartenza
L'assoluzione, per Clizia Incorvaia, ha quindi un significato che trascende il mero atto processuale. Quel verdetto, ha sottolineato, ha finalmente dissipato l'ombra che era calata sulla sua figura genitoriale, un'ombra gettata da un'accusa che lei ha sempre ritenuto incoerente, osservando come anche Sarcina, del resto, abbia sempre condiviso immagini della bambina. Ora, con la verità giudiziaria stabilita, può guardare avanti, pur portando con sé il bagaglio di esperienze dolorose di quegli anni. La sua priorità assoluta rimane, come ribadito più volte nel corso dell'intervista, la protezione di Nina, preservata il più possibile dai conflitti tra i genitori e posta al centro di ogni sua scelta.




