Jova Summer Party, il varo dell'Arca di Loré infiamma Olbia: 25mila in festa con Jovanotti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Chi era rimasto colpito da Jovanotti a Olbia col Jova Beach Party qualche estate fa, oggi col Jova Summer Party 2026 ha capito definitivamente che Lorenzo Cherubini non conosce limiti.

Tra un'incursione pomeridiana e l'altra, che gli hanno permesso di alternarsi con i suoi ospiti, su tutti le guest star Gabry Ponte e Alfa (con cui ha cantato "Buon vento"), le dichiarazioni d'amore per la Sardegna e lo show serale, iniziato con "Attaccami la spina", il cantante romano ha travolto il pubblico del villaggio allestito alla Olbia Arena con tutta la sua energia e hit che hanno segnato gli ultimi 40 anni della musica italiana.

Un'arca in mezzo all'arsura per una festa da 25mila

L'Arca di Loré ha preso il largo da Olbia, davanti a 25mila persone, sancendo il varo del Jova Summer Party. Non c'è il mare a cullarla, ma un grande rettangolo di arsura stretto fra la zona industriale e la statale; non c'è il diluvio universale in agguato, ma l'afa di un'estate che attanaglia e che pone degli interrogativi urgenti anche sul futuro dei live. Jovanotti però non si scoraggia: «Il caldo è tosto, ma questo tour è una festa» aveva detto a caldo, mentre il sudore gli colava sul volto.

E di fatto, quella che avrebbe potuto essere una bolgia è diventata un microcosmo colorato, un villaggio dove il prato ha sostituito l'asfalto e dove la musica ha preso il sopravvento sulla canicola. Il palco principale, atipico e originale, riproduceva proprio la forma di un'arca, un progetto che l'artista aveva mostrato nei giorni scorsi sui social ai suoi fan, creando un'aspettativa che è stata ampiamente ripagata.

Il jukebox di quarant'anni di carriera

Al centro dello spettacolo i brani più ritmici e collettivi del suo repertorio, un vero e proprio jukebox che ha attraversato quattro decenni di musica italiana. Si è passati dall'iconica "Gimme five", del 1988, che ha fatto scatenare anche i più giovani, a hit immortali come "L'ombelico del mondo", "Penso positivo", "Ragazzo fortunato" e "Ti porto via con me".

E ancora "Oceanica", "Tanto", "Bella", "Gente della notte", "Baciami ancora", "Ciao mamma" e la toccante "A te", senza dimenticare "Il più grande spettacolo dopo il Big Bang", che ha letteralmente infiammato l'arena, e "L'estate addosso", perfetta per la calda serata sarda. Un repertorio sterminato che ha dimostrato come Jovanotti sia riuscito a parlare a generazioni diverse, un pubblico trasversale che ha vissuto le diverse fasi del poliedrico artista e che si è riunito per cantare in coro tutte le hit che hanno conquistato lo streaming e che continuano a passare in radio.

L'energia oltre i numeri e la risata sui 60 anni

Jovanotti, che a settembre spegnerà 60 candeline, ha scherzato con i giornalisti presenti sul tema dell'età. «Se li sento? Tutti, tutti», ha risposto ridendo, salvo poi precisare con ironia: «Sento i miei 60 anni, ma poi penso a cosa fa Mick Jagger a 83 anni». L'artista ha poi voluto ribadire il senso profondo di questa avventura, allontanandosi dalla logica dei grandi numeri che spesso soffoca l'industria musicale. «La ragione di tutto quello che sto facendo è la musica, l'energia della musica.

Oggi sembra che per raccontare un concerto il dato più importante siano diventati i numeri, le cifre, i record, chi vende più biglietti. I numeri fanno parte di questo mestiere, ma arrivano dopo. Prima c'è la musica, c'è quello che succede sul palco, c'è la parte artistica, che è la ragione per cui siamo lì. Io mi sono innamorato della musica per quello che la musica fa accadere dentro di me e intorno a me, e non ho mai smesso di restare legato a questa cosa».

Un modo per ricordare che dietro la macchina organizzativa, definita da lui stesso «gigantesca», esiste un cuore pulsante fatto di note e di emozioni.

Il tramonto di Gabry Ponte e il futuro al Circo Massimo

Il pomeriggio era cominciato con il dj set e le jam session sul palco più piccolo, dove Jova si era già palesato per dare il primo scossone, per poi lasciare spazio in serata al primo grande ospite, Gabry Ponte, che con il tramonto alle spalle ha fatto ballare e sudare i tantissimi fan. Sul palco è salito anche Alfa, con il quale ha duettato sul brano "Buon vento". Il Jova Summer Party è solo la prima tappa di un tour che si preannuncia come un grande circo itinerante, destinato a concludersi con un gran finale al Circo Massimo di Roma.

La tappa sarda ha segnato il ritorno di Jovanotti nell'isola, dove mancava dal 2019, quando per il Jova Beach Party fu creata addirittura una spiaggia artificiale; un molo di Olbia, oggi, porta il suo nome. Un rapporto, quello con la Sardegna, che si è rinsaldato ancora una volta, suggellato dalle dichiarazioni d'amore e dall'entusiasmo di un pubblico che ha scelto di ballare nonostante il caldo.

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