It wallet, il conto alla rovescia per il portafoglio digitale: tutti i documenti sull’app Io entro febbraio 2027
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Redazione Economia
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Il percorso che dovrebbe condurre alla piena digitalizzazione dei documenti personali, un processo avviato ormai da qualche anno e che procede per tappe, ha ora una scadenza definita e vincolante per le amministrazioni coinvolte. Un decreto della presidenza del Consiglio, elaborato di concerto con i ministeri dell’Economia e della Pubblica amministrazione, ha stabilito che entro febbraio del 2027 il cosiddetto It Wallet, il portafoglio digitale dello Stato italiano integrato nell’applicazione Io, dovrà essere completato in ogni sua parte. La data rappresenta un termine ultimo per gli uffici pubblici, che avranno dodici mesi di tempo per adeguare i propri sistemi e rendere fruibili in formato virtuale tutte le certificazioni e i titoli attualmente rilasciati su supporto cartaceo.
Non si tratterà soltanto di aggiungere qualche nuovo tassello a quelli già sperimentati, come la patente di guida o la tessera sanitaria, ma di completare l’intero mosaico. L’obiettivo dichiarato è rendere il cittadino autonomo nella gestione del proprio rapporto con la burocrazia utilizzando esclusivamente il telefono, e per raggiungerlo sarà necessario trasferire nell’ecosistema digitale una gamma molto ampia di atti. Tra questi, come prevedibile, ci sarà anche la tessera elettorale, un documento la cui digitalizzazione era stata anticipata da alcuni provvedimenti normativi e che ora trova una collocazione definitiva nel progetto. Oltre a questa, il portafoglio virtuale dovrà accogliere certificati anagrafici come la residenza, attestazioni relative alla situazione economica come l’Isee e persino i titoli di studio, dai diplomi di scuola superiore alle lauree, almeno per quelli rilasciati a partire dal 2010 per i quali i database risultano già completi.
Deleghe digitali, le regole per dare mandato a un familiare
Parallelamente all’espansione del catalogo dei documenti, un altro decreto, firmato il 20 febbraio dal sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti insieme al ministro della Giustizia, introduce e regolamenta un meccanismo che renderà molto più fluide le interazioni per conto di terzi: la piattaforma per la gestione delle deleghe digitali. Si tratta dell’attuazione pratica di una disposizione del Codice dell’amministrazione digitale e affida a due società pubbliche, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs) e PagoPa, il compito di sviluppare e gestire l’infrastruttura. L’entrata in funzione di questo servizio è prevista a partire dal 15 ottobre del 2026, data dalla quale le deleghe conferite in modalità digitale avranno lo stesso valore legale di quelle firmate in carta.
Il funzionamento del sistema è stato pensato per coprire le esigenze più comuni: un genitore potrà operare per conto di un figlio minore, così come un tutore o un amministratore di sostegno per la persona assistita. La procedura per delegare qualcuno potrà essere completata interamente online con autenticazione digitale, oppure, ed è una novità pensata per favorire l’inclusione, gli over 65 e le persone con disabilità certificata potranno avvalersi di un supporto in videochiamata. Per chi non si sentisse sicuro con gli strumenti telematici, resterà comunque la possibilità di recarsi allo sportello del proprio Comune. La piattaforma imporrà però dei limiti precisi per evitare abusi: ogni cittadino non potrà avere più di cinque deleghe attive e la loro durata massima sarà fissata in due anni, trascorsi i quali l’autorizzazione dovrà essere eventualmente rinnovata.
L’infrastruttura pubblica e la gestione delle nuove funzioni
Dietro l’interfaccia dell’app Io, che i cittadini ormai conoscono e utilizzano per i pagamenti o per ricevere notifiche, si sta quindi costruendo una macchina complessa che dovrà garantire sicurezza e interoperabilità. Il Dpcm firmato a febbraio non si limita a fissare le scadenze ma individua anche i soggetti attuatori: la governance del sistema, in particolare, vedrà un ruolo centrale del Poligrafico e Zecca dello Stato, che avrà il compito di sviluppare l’architettura tecnologica, e di PagoPa, che gestirà operativamente la piattaforma una volta a regime. Questa ripartizione di ruoli segue una logica di consolidamento industriale, come dimostra l’operazione che ha visto nei mesi scorsi proprio Ipzs acquisire il controllo di PagoPa, con l’obiettivo dichiarato di creare un polo pubblico dei servizi digitali.
Per quanto riguarda le modalità di accesso, l’It Wallet si appoggerà ai sistemi di identificazione già esistenti, come Spid e Cie, ma l’obiettivo di lungo periodo, per stessa ammissione dei tecnici e come auspicato da più parti, è che il portafoglio stesso diventi il contenitore primario dell’identità digitale, assorbendone progressivamente le funzioni. L’introduzione della tessera elettorale digitale, che permetterà agli elettori di presentarsi al seggio con il solo smartphone da cui verranno estratti i dati in tempo reale dall’anagrafe nazionale, rappresenta un test importante in questa direzione.
Le procedure per il rilascio e l’utilità quotidiana
Dal punto di vista pratico, l’aggiunta di nuovi documenti all’interno del wallet seguirà una procedura ormai collaudata per chi ha già caricato patente o tessera sanitaria. Sarà sufficiente accedere alla sezione Portafoglio dell’app Io, selezionare il documento che si intende digitalizzare tra quelli resi via via disponibili e seguire le istruzioni a video, che comporteranno in genere l’inquadramento del documento fisico o la conferma tramite credenziali. Una volta inseriti, i documenti digitali avranno piena validità legale e potranno essere esibiti per i controlli, così come per accedere ai servizi online della pubblica amministrazione, riducendo progressivamente la necessità di produrre certificati cartacei o di recarsi fisicamente agli sportelli. La scadenza del febbraio 2027 rappresenta dunque il traguardo entro il quale questa transizione, almeno nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe dirsi compiuta per la quasi totalità dei rapporti quotidiani tra cittadino e Stato, deleghe comprese, segnando di fatto il tramonto del vecchio portafoglio di pelle e carta.




