Patuelli: «Le banche sono solide, ma il 2026 sarà più complesso»
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Redazione Economia
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Il presidente dell'Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, pur confermando la solidità del sistema creditizio, delinea un orizzonte futuro più insidioso, affermando che il 2026 si prospetta come un anno «più complesso per il mondo bancario europeo, e per quello italiano in particolare». Questo scenario, che si staglia dopo un periodo di performance positive, è attribuito a un intrico di fattori internazionali, tra i quali spiccano le guerre, le tensioni geopolitiche e il rallentamento delle economie di Germania e Francia. Patuelli, il quale ha sottolineato come «guardare avanti non sia mai facile» in un contesto del genere, ha puntualizzato che, oltre ai dazi stessi, è soprattutto «il clima di conflittualità che essi instaurano» a rappresentare un elemento di preoccupazione, richiedendo un impegno costante per navigare in acque così agitate.
Il sostegno all'economia e la crescita dei prestiti
A supporto di una fase ancora positiva, il direttore generale dell'Abi, Marco Elio Rottigni, ha certificato i numeri che confermano il ruolo degli istituti di credito «a sostegno dell’economia senza esitazioni». Si registra, infatti, una ripresa dei prestiti alle imprese, mentre quelli a favore delle famiglie, con i mutui in testa, mostrano una crescita protratta da diversi mesi. Questo dinamismo, che si inserisce in un quadro di uscita dalla fase emergenziale, dimostra la capacità del settore di agire come un propulsore per le aziende e per la crescita nazionale, un ruolo che si intende preservare nonostante le nuvole all'orizzonte.
La questione delle garanzie pubbliche
Proprio in un'ottica di preparazione alle prossime sfide, si colloca la posizione dell'Abi riguardo alle garanzie pubbliche sui prestiti, nate durante la pandemia di Covid. Patuelli ha assicurato che le banche sono «pronte a uscire dalla fase emergenziale» di questi strumenti, rimarcando con decisione che «le banche non vivono di garanzie». Tuttavia, questa transizione è subordinata a una condizione precisa: che «si apra un tavolo con tutti gli attori coinvolti», includendo quindi il governo, le stesse banche, le istituzioni controllate dallo Stato che erogano le garanzie e le aziende beneficiarie. Una partita, questa, che rimane aperta mentre il Ministero dell'Economia e delle Finanze valuta una loro riduzione a partire dal prossimo anno.
Prepararsi alle sfide globali
L'invito finale è dunque a prepararsi per tempo per affrontare le «sfide globali» che si annunciano, difendendo i risultati fin qui conseguiti e confermando la funzione di supporto al sistema produttivo. Sebbene un peggioramento del quadro generale sia considerato possibile, Patuelli ha ribadito la presenza delle banche a fianco delle imprese, garantendo un sostegno che, seppur in uno scenario mutato, non verrà meno. L'obiettivo dichiarato è quello di preservare la solidità attuale e di gestire con attenzione la complessità che caratterizzerà il prossimo futuro.




