Rutte a Kiev: "Servono garanzie solide per l'Ucraina"
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Redazione Esteri
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In un momento di grande tensione diplomatica, il segretario generale della Nato Mark Rutte, durante una visita a sorpresa a Kiev, ha dichiarato con fermezza la necessità di istituire "solide garanzie di sicurezza" per l'Ucraina. L’incontro con il presidente Volodymyr Zelensky, tenutosi nella capitale ucraina, ha messo in luce la volontà dell'Alleanza Atlantica di assicurare che la Russia, una volta siglato un eventuale accordo di pace, rispetti gli impegni presi e "non tenti mai più di prendere un chilometro quadrato" del territorio nazionale.
La richiesta di garanzie, che Zelensky ha definito "essenziali da parte di chi cerca veramente la pace", si inserisce in un contesto negoziale complesso e frastagliato, dove le posizioni rimangano diametralmente opposte. Mosca, da parte sua, ha già fatto sapere attraverso il ministro degli Esteri Sergej Lavrov – il quale ha accusato Zelensky di aver rifiutato tutte le proposte avanzate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump – che un eventuale vertice tra Putin e il suo omologo ucraino non è al momento in agenda.
Mentre la Russia annuncia il controllo di altre tre località nella regione di Donetsk, gli alleati di Kiev sono al lavoro per trovare una quadra su un sistema di protezione che, pur non essendo paragonabile all'articolo 5 – il quale garantisce la difesa collettiva per i soli membri della Nato – possa comunque rappresentare un deterrente credibile. La Casa Bianca, nel frattempo, ha annunciato un intervento di Trump in serata, in un clima reso ancor più opaco dalla decisione dell'intelligence americana di limitare la condivisione di informazioni sensibili riguardanti sia Kiev che Mosca.




