Ucraina, oggi a Riad incontro tra delegazioni di Kiev e Washington

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Oggi a Riad, capitale dell’Arabia Saudita, si è aperto un nuovo capitolo nei negoziati per la pace in Ucraina, con l’incontro tra le delegazioni statunitensi e ucraine. La notizia, confermata nella notte da fonti vicine al dossier e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky attraverso un post su X, arriva in un momento cruciale, segnato da tensioni e speranze. “Le linee guida principali dell’accordo sull’Ucraina sono state stabilite”, ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, lasciando intendere che i colloqui potrebbero portare a sviluppi significativi.

Steve Witkoff, inviato speciale di Trump, ha espresso ottimismo riguardo ai progressi che potrebbero emergere dai colloqui, sottolineando come lo scenario attuale in Europa sia “molto diverso dalla Seconda guerra mondiale”. Witkoff ha aggiunto che Vladimir Putin, descritto come “molto intelligente”, non avrebbe intenzioni espansionistiche sul Vecchio Continente, cercando piuttosto di trovare un equilibrio negoziale. Tuttavia, le parole rassicuranti si scontrano con una realtà ancora segnata dalla violenza.

Nella notte tra sabato e domenica, infatti, la Russia ha lanciato quello che è stato definito l’attacco più violento dall’inizio del conflitto, con 122 droni kamikaze Shahed diretti verso l’Ucraina. Di questi, 97 sono stati abbattuti dalle difese aeree ucraine, che hanno operato nel sud, nel nord, nell’ovest e nel centro del Paese. Un attacco che, nonostante i danni limitati, ha riportato l’attenzione sulla brutalità del conflitto, minando parzialmente il clima di speranza creato dai negoziati.

Intanto, Yuri Ushakov, consigliere di Vladimir Putin, ha confermato al Washington Post che uno dei temi centrali dei colloqui di Riad sarà la discussione di una tregua parziale sul Mar Nero, finalizzata a far ripartire il commercio di cereali. Una mossa che, se concretizzata, potrebbe rappresentare un primo passo verso un accordo più ampio, anche se le difficoltà non mancano. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha definito i negoziati “difficili”, evidenziando le divergenze che ancora separano le parti.

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