Incontro Usa-Ucraina a Riad, mentre l’Europa accelera sul riarmo
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Redazione Interno
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Martedì prossimo, in Arabia Saudita, si terrà un incontro tra rappresentanti degli Stati Uniti e dell’Ucraina, secondo quanto riportato dalla corrispondente della Casa Bianca di Fox News, Jacqui Heinric. Tra i partecipanti, come anticipato su X, ci saranno senatori americani come Marco Rubio, insieme a esponenti ucraini, tra cui Andriy Yermak, braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky. L’appuntamento, che si inserisce in un contesto di crescente pressione militare e diplomatica, arriva in un momento delicato per Kiev, che continua a denunciare carenze significative nel proprio arsenale, con solo 50 carri armati operativi e un deficit di 35mila uomini.
La situazione ucraina rimane complessa, come dimostra anche il recente annuncio di Zelensky su X riguardo a un summit militare previsto per l’11 marzo. L’incontro, organizzato in coordinamento con il presidente francese Emmanuel Macron, riunirà i rappresentanti dei Paesi disposti a intensificare gli sforzi per garantire una sicurezza duratura nel contesto del conflitto. "Abbiamo una visione condivisa", ha dichiarato Zelensky, sottolineando la necessità di una cooperazione stretta tra Ucraina, Europa e Stati Uniti per raggiungere una pace stabile.
Intanto, in Europa, il tema del riarmo è al centro del dibattito. Durante un vertice straordinario a Bruxelles, i leader europei hanno discusso la necessità di aumentare gli investimenti nella difesa, con la premier danese Mette Frederiksen che ha lanciato un monito: "Non abbiamo molto tempo, bisogna spendere". La priorità, emersa chiaramente dal summit, è quella di rafforzare le capacità militari del continente, in un’ottica di deterrenza e di sostegno all’Ucraina.
Non mancano, tuttavia, le difficoltà interne. Un esempio è il caso italiano, dove, durante i preparativi per il G7 di Borgo Egnazia del giugno 2024, il governo si è trovato a dover affrontare il problema del sistema missilistico Samp-T. Pur avendo intenzione di inviarlo a Kiev, l’operazione è stata rimandata, complici questioni logistiche e di segretezza.




