Tensione tra Ucraina e Stati Uniti dopo il vertice di Riad
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Redazione Esteri
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Il 19 febbraio 2025, mentre il mondo osservava con attenzione gli sviluppi del vertice di Riad tra Stati Uniti e Russia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto critiche inedite a Donald Trump, accusandolo di vivere in una "bolla di disinformazione russa". Le parole di Zelensky arrivano dopo che il presidente americano, in una serie di dichiarazioni, ha espresso delusione per la reazione di Kiev e ha sollecitato nuove elezioni in Ucraina, sostenendo che la popolarità di Zelensky sia in declino.
"Purtroppo, il presidente Trump, per il quale ho grande rispetto come leader di una nazione che rispettiamo molto, vive in uno spazio di disinformazione creato dalla Russia", ha affermato Zelensky, sottolineando come le posizioni di Trump sembrino allinearsi a quelle promosse dal Cremlino. Il leader ucraino ha ribadito l’importanza di porre fine al conflitto entro l’anno, ma ha anche messo in guardia contro le narrative che, a suo avviso, rischiano di indebolire la posizione internazionale dell’Ucraina.
Le tensioni tra i due alleati si sono acuite ulteriormente dopo che Trump ha legato gli aiuti militari statunitensi all’accesso ai giacimenti di terre rare presenti sul territorio ucraino. "Non posso svendere l’Ucraina", ha dichiarato Zelensky, precisando che la proposta della Casa Bianca va oltre i suoi poteri costituzionali e non prevede garanzie di sicurezza per il Paese. "È qualcosa che riguarda la legge di New York, non le nostre leggi", ha aggiunto, evidenziando la complessità di un negoziato che rischia di minare la sovranità ucraina.
Intanto, il fact-checking della Bbc ha messo in luce come alcune delle affermazioni di Trump sulla guerra in Ucraina riflettano fedelmente le tesi propagandistiche del Cremlino, alimentando dubbi sulle fonti di informazione del presidente americano. Questo scenario, già di per sé delicato, si inserisce in un contesto internazionale in cui i colloqui tra Washington e Mosca, i primi in tre anni, hanno riaperto canali di dialogo ma anche sollevato interrogativi sulle reali intenzioni delle parti coinvolte.
Zelensky, da parte sua, ha ribadito la volontà di lavorare su un "documento serio" che garantisca la sicurezza dell’Ucraina, pur senza cedere a pressioni esterne. La sua posizione, ferma ma pragmatica, riflette la consapevolezza di un equilibrio geopolitico sempre più precario, in cui ogni mossa rischia di avere ripercussioni profonde.




