Riad, al centro dei colloqui Usa-Ucraina: obiettivo tregua e sicurezza nel Mar Nero
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Redazione Esteri
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A Riad, capitale dell’Arabia Saudita, sono in corso colloqui tra le delegazioni ucraine e statunitensi, con l’obiettivo di definire i dettagli di una possibile tregua nel conflitto che da oltre due anni oppone Kiev a Mosca. A renderlo noto, attraverso un post su X, è stato il ministro della Difesa ucraino, Rustem Umerov, a capo della squadra inviata dal governo di Volodymyr Zelensky. Domani, invece, si aprirà il faccia a faccia tra russi e americani, in un contesto che si preannuncia complesso e carico di tensioni.
Il presidente ucraino, in un messaggio pubblicato sui social, ha sottolineato l’importanza di questi incontri, definendoli «utili» e ribadendo che il lavoro delle delegazioni prosegue in modo «costruttivo». Zelensky ha confermato di essere in costante contatto con Umerov, che lo aggiorna sull’andamento dei negoziati. Sebbene non siano stati resi noti i dettagli specifici delle discussioni, fonti vicine ai colloqui hanno fatto sapere che l’attenzione è rivolta principalmente a questioni tecniche, con un focus particolare sulla sicurezza nel Mar Nero.
Proprio il Mar Nero, infatti, rappresenta uno dei nodi centrali dei negoziati. Mosca, attraverso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ha dichiarato che l’obiettivo principale della delegazione russa sarà quello di discutere una possibile ripresa dell’accordo sul grano, che tra il 2022 e il 2023 aveva garantito la navigazione sicura delle navi commerciali. Peskov ha però avvertito che i colloqui saranno «difficili», lasciando intendere che non sarà semplice raggiungere un’intesa. Intanto, la Russia ha schierato i missili Kalibr, segnale che non intende abbassare la guardia.
Parallelamente ai negoziati, il conflitto sul campo continua a mietere vittime. Nella notte tra il 22 e il 23 marzo, le forze russe hanno lanciato un attacco record con 122 droni kamikaze di tipo Shahed, secondo quanto riportato dall’Aeronautica militare ucraina su Telegram. Di questi, 97 sono stati abbattuti dalle difese aeree di Kiev, mentre 25 droni-esca sono caduti in zone non abitate. Gli attacchi hanno interessato principalmente il sud, il nord, l’ovest e il centro del Paese, dimostrando ancora una volta la portata distruttiva di una guerra che sembra non avere fine.
Mentre a Riad si discute di tregua e sicurezza marittima, le parole di Zelensky risuonano come un monito: l’obiettivo è spingere Vladimir Putin a un vero stop degli attacchi. Tuttavia, la strada per una pace duratura appare ancora lunga e irta di ostacoli, con entrambe le parti che continuano a perseguire strategie militari e diplomatiche spesso in contrasto tra loro.
Intanto, oltreoceano, Donald Trump ha fatto sentire la sua voce, sostenendo che solo lui potrebbe porre fine al conflitto. Una dichiarazione che, sebbene non direttamente collegata ai negoziati in corso, aggiunge un ulteriore elemento di complessità al quadro internazionale, già segnato da tensioni e incertezze.




