Aston Villa-Bologna 4-0, Italiano: “Volevamo fare un’impresa, ma a ogni tiro ci hanno fatto gol”
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Redazione Sport
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La notte di Birmingham, per dirla con una metafora che suona quasi beffarda, ha restituito al Bologna l’esatta fotografia del divario tecnico che separa una solida realtà di Premier League da una delle migliori squadre italiane del momento. Sul campo dell’Aston Villa, i rossoblu hanno incassato un pesantissimo 4-0 nel ritorno dei quarti di finale di Europa League, un risultato che, andato a sommarsi al 3-1 subìto già al Dall’Ara, sancisce l’eliminazione dalla competizione con un punteggio aggregato di 7. Vincenzo Italiano, visibilmente amareggiato ma lucido nell’analisi, ha commentato a caldo la débâcle con una frase che, nella sua essenzialità, riassume l’impotenza della sua squadra: “Volevamo fare un’impresa, ma a ogni tiro ci hanno fatto gol”. Una dichiarazione che, lungi dall’essere una semplice scusante, evidenzia un problema strutturale emerso in tutta la sua gravità già nella prima frazione di gioco.
Una prima mezz’ora da incubo e il crollo difensivo
La partita, di fatto, si è messa in discesa per gli inglesi dopo appena un quarto d’ora. Al 16’ Buendia ha innestato l’azione con una verticalizzazione chirurgica per Rogers, il quale – pescato sulla sinistra – ha servito un assist al bacio per Watkins. Liberissimo a centro area, l’attaccante non ha avuto che l’imbarazzo della scelta nel battere Ravaglia, capitalizzando una splendida azione corale che ha sbloccato il risultato. Quella rete, però, è stata soltanto l’inizio di un vero e proprio crollo: il Bologna di Italiano, provato psicologicamente dalla necessità di rimontare il 3-1 dell’andata, ha perso lucidità e compattezza. Ne ha approfittato l’Aston Villa, che ha chiuso i conti già prima dell’intervallo con altre due reti, firmate da Buendia e dallo stesso Rogers, lasciando alla ripresa del secondo tempo solo il compito di amministrare un vantaggio ormai monumentale. Watkins, quasi a voler aggiungere il superfluo al danno, ha fallito anche un calcio di rigore, un dettaglio che nulla toglie, però, alla superiorità schiacciante degli uomini di Unai Emery.
I principi di gioco di Italiano e il peso delle assenze
Osservando la prestazione del Bologna, viene spontaneo chiedersi se certi principi – linea difensiva altissima, costruzione dal basso obbligata, un numero eccessivo di uomini sempre sopra la linea della palla – possano rivelarsi un boomerang contro avversari di certa caratura. Le caratteristiche del gioco proposto da Italiano, va detto, ricordano terribilmente quelle che hanno contraddistinto l’ultima fase del ciclo di Stefano Pioli sulla panchina del Milan: un calcio propositivo e affascinante sulla carta, ma che, se non supportato da interpreti dotati di equilibrio e velocità di lettura, si trasforma in una trappola. A Birmingham, ogni errore in fase di impostazione è stato puntualmente punito; ogni tiro inglese, per usare le parole del tecnico, sembrava destinato a terminare in fondo al sacco. Non si tratta di demeriti assoluti, quanto piuttosto di un limite strutturale emerso contro un’avversaria che, in Europa, gioca un’altra categoria di ritmo e di cinismo.
Europa e Conference, l’addio italiano alle coppe
Con l’eliminazione del Bologna, salutano le competizioni europee anche le ultime due rappresentanti italiane ancora in corsa. Oltre al ko dei felsinei, nella stessa serata dei quarti di ritorno – datata 17 aprile 2026 – anche la Fiorentina ha dovuto dire addio ai propri sogni europei, completando così un quadro desolante per il calcio italiano in questa fase avanzata della stagione. Per il Bologna, la disfatta di Birmingham non cancella quanto di buono fatto nel percorso precedente, ma pone interrogativi precisi sul futuro: la differenza di spessore tecnico e mentale tra una formazione abituata a certi palcoscenici e una che vi si affaccia dopo anni di assenza è apparsa, in questa doppia sfida, abissale. Resta la consapevolezza, per Italiano e i suoi, che l’impresa era forse impossibile fin dall’inizio, ma il modo in cui è maturato il tracollo – con una squadra letteralmente travolta già nel primo tempo – è ciò che lascia il segno più amaro.




