L’azzardo tattico e i gol subiti a ripetizione: il Bologna dice addio all’Europa League tra le mura del Villa Park

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Redazione Sport Redazione Sport   -   BIRMINGHAM (INGHILTERRA) – Non c’è stata storia, né tantomeno quella scintilla di orgoglio che spesso accompagna chi è chiamato a rimontare un passivo pesante in una competizione europea. Il Bologna, reduci dal 3-1 incassato al Dall’Ara, si è presentato a Birmingham con la speranza – flebile ma pur sempre presente – di sovvertire i pronostici, salvo poi infrangersi contro la concretezza chirurgica di un Aston Villa che ha trasformato la gara di ritorno in una vera e propria lezione di efficacia offensiva. Il 4-0 maturato al Villa Park, con il risultato di fatto già archiviato nei primi quarantacinque minuti di gioco, sancisce l’addio dei rossoblù ai sogni di gloria in Europa League, interrompendo brutalmente un percorso che, fino a questa doppia sfida, aveva regalato soddisfazioni e visibilità internazionale alla squadra di Vincenzo Italiano.

Un primo tempo da incubo: l’azione corale e la difesa che affonda

La partita si sblocca al sedicesimo minuto, quando la manovra dei padroni di casa diventa letale. Buendia verticalizza per Rogers, il quale, dopo essersi liberato sulla sinistra, serve una palla d’oro al centro dell’area per Ollie Watkins. L’attaccante inglese, tutto solo e senza alcuna opposizione da parte della retroguardia felsinea, non ha che l’imbarazzo della scelta nel battere Ravaglia per l’1-0, capitalizzando una splendida azione corale che mette a nudo le fragilità difensive degli ospiti. Se il primo gol era figlio della qualità tecnica degli avversari, il secondo arriva da un disatino difensivo che a questi livelli risulta imperdonabile. Dopo un rigore inizialmente concesso per un tocco di mano di Vitik – trasformato poi in parata dal portiere rossoblù su Rogers – il Bologna si addormenta su una rimessa laterale battuta da Digne. Buendia, lasciato inspiegabilmente solo alle spalle di Miranda, infila Ravaglia sul suo palo per il 2-0, un gol che spezza definitivamente le gambe alla squadra. Prima dell’intervallo, è ancora Rogers a firmare il tris, sigillando una frazione di gioco in cui il Bologna ha subito tre reti subendo soltanto tre tiri in porta: una statistica che fotografa perfettamente il divario di cinismo tra le due squadre.

Il paradosso tattico di Italiano e le crepe del sistema

L’allenatore del Bologna, Vincenzo Italiano, aveva provato a studiare una contromossa per arginare la quarta forza della Premier League, optando per una soluzione a sorpresa con i terzini invertiti. L’idea, come spiegato a fine gara dallo stesso tecnico, era quella di verticalizzare più spesso verso lo specchio della porta evitando il fondo, un tentativo di aggirare la fisicità della difesa inglese che però si è rivelato più dannoso che proficuo. Le caratteristiche del gioco proposto da Italiano, con la linea difensiva alta e la costruzione dal basso, hanno mostrato tutti i loro limiti quando applicate senza gli interpreti adatti a reggere l’urto di un avversario così cinico. Come già accaduto in altre circostanze, i principi che dovrebbero esaltare la manovra offensiva si sono trasformati in un boomerang, esponendo Ravaglia a una raffica di conclusioni dalle quali, nonostante un rigore parato, non poteva uscire indenne. Il tecnico ha parlato di “qualificazione sporcata all’andata” e di errori che non ci si può permettere, sottolineando come l’Aston Villa abbia la capacità di trasformare ogni tiro in gol, un lusso che il Bologna non ha saputo concedersi.

La notte fonda di Birmingham e l’eliminazione incassata

Nel secondo tempo, con il risultato ormai ampiamente compromesso, Italiano effettua tre cambi nell’intervallo, gettando nella mischia Orsolini e Zortea forse più per limitare i danni e pensare già al campionato che per sperare in una rimonta proibitiva. L’Aston Villa, dal canto suo, amministra il vantaggio e abbassa i ritmi, consapevole della propria superiorità. Anche in questa fase di gestione, però, gli inglesi trovano il modo di arrotondare il punteggio: al quarantaquattresimo minuto della ripresa, Konsa, perso di mira da Miranda sugli sviluppi di un calcio d’angolo, gira in rete il definitivo 4-0. Al triplice fischio, il tabellone recita un complessivo 7-1 tra andata e ritorno, un passivo pesante che tuttavia non cancella del tutto quanto di buono fatto vedere dal Bologna nella fase a gironi e negli ottavi. L’avventura europea, iniziata con l’obiettivo dichiarato di superare il girone, si chiude dunque ai quarti di finale, decretando l’eliminazione anche dell’ultima rappresentante italiana ancora in corsa nelle coppe insieme alla Fiorentina.

L’analisi dello spogliatoio: “Hanno un passo diverso”

A fine partita, Vincenzo Italiano non cerca alibi e nemmeno si nasconde dietro a facili giustificazioni, preferendo evidenziare il divario tecnico e mentale emerso sul campo. “Analizzare questa partita è superfluo”, ha dichiarato il tecnico, “l’abbiamo sporcata in maniera esagerata all’andata”. Le sue parole dipingono il ritratto di una squadra che ha provato a giocare a viso aperto, ma che si è scontrata con una realtà fatta di differenze individuali marcate: “L’Aston Villa a ogni tiro ti fa gol”, ha ribadito, sottolineando come la concretezza sia stata l’arma letale utilizzata dagli inglesi per spezzare le gambe ai rossoblù. Non c’è rammarico per la prestazione in sé, quanto piuttosto la consapevolezza che per competere a certi livelli non si possono concedere certe leggerezze, come il gol subito su rimessa laterale. Dal canto suo, Riccardo Orsolini ha parlato di un percorso bellissimo, costellato da soddisfazioni, ammettendo però che la qualificazione andava costruita in casa e che, una volta fallito l’obiettivo al Dall’Ara, serviva un miracolo che a Birmingham non è arrivato.

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